21 Maggio 2022

Crimini partigiani, l’omicidio savonese di Ennio Sardo a guerra finita

5 maggio 1945

Era di Ennio Enrico Sardo, nato a Savona il 3 novembre 1927, il cadavere ritrovato in una fossa comune nei pressi del Forte Scarano a Pontinvrea in provincia di Savona.
Sabato 5 maggio in mattinata, Ennio esce da casa e si dirige verso Sassello per recarsi appunto dal dentista, presso cui, quel giorno, ha fissato un appuntamento. Con sé oltre alla bicicletta, ha 4000 lire e la solita borraccia di acqua e sambuco per sciacquare la bocca che è dolorante. La madre e il padre lo salutano alle 13:30 quando esce di casa e da quel momento non lo vedranno più. Alla sera il ragazzo non fa ritorno a casa e così sino al 24 maggio 1945, quando il suo corpo in avanzato stato di decomposizione verrà dissepolto da una delle fosse scavate nei pressi di una fortificazione a Giovo, Forte Scarato.
Il padre riuscì a trovare il corpo del figlio grazie ad una soffiata di un abitante della zona il quale raccontò di aver udito nella notte del 5 Maggio grida di disperazione e alcuni colpi di pistola.
Parte della verità venne a galla anni dopo, pare che il ragazzo venne fermato al Giovo Ligure da alcuni partigiani “eroi del giorno dopo” appartenenti alla famigerata banda di delinquenti Sambolino .
Per il ragazzo non vi fu pietà benché affettivamente non appartenesse a militanze fasciste d’azione ma solo all’opera nazionale dei Balilla.
Nella fossa furono trovati altri 4 corpi .
Ennio riposa nella tomba di famiglia nel cimitero di Savona.

(Ventennio e partigianate)

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