21 Maggio 2022

La supercazzola dell’aumento IMI in Alto Adige (PostaCerere)

La rubrica di PostaCerere

Come definire la supercazzola dell’aumento dell’Imposta Municipale Immobiliare (IMI) provinciale per disincentivare gli appartamento sfitti? La solita arma di distrazione di massa per distogliere lo sguardo dai problemi reali del costo degli appartamenti in vendita e dalla sofferente offerta di appartamenti in affitto con pigioni degne di essere chiamate tali. Perché la definisco supercazzola, semplicemente perché “tecnicamente” la legge non muove di un millimetro la realtà quotidiana, inoltre serve ad allontanare lo sguardo dallo scandalo SAD interno alla SVP e contraddice le parole di Salvini quando quotidianamente dice che la LEGA non aumenterà di un centesimo le tasse, soprattutto quelle sulla casa. Difatti in soccorso in aula a questa giunta oramai a pezzi, non potevano che esserci i Verdi, sempre i soliti storicamente a fare da stampella alla SVP in ogni occasione di crisi del System Südtirol. Kompatscher è stato bravo e astuto a vendere la sua mossa come una lotta agli alloggi sfitti, e in assenza di un vero contraddittorio tutto quello che dice sembra oro immacolato. Perché scrivo che “tecnicamente” questa legge non serve a nulla? Semplice perché non cambia di una virgola l’impianto legislativo della legge sull’attività di affittacamere, appartamenti ammobiliati e agriturismi e non influisce sui costi di costruzione e sulla speculazione edilizia, i tre veri cancri del sistema. Cosa significa? La legge provinciale 11 maggio 1995, n. 12 “Disciplina dell’affitto di camere ed appartamenti ammobiliati per ferie” prevede che per fare gli affittacamere sia sufficiente fare una comunicazione scritta al SUAP – Sportello Unico per le Attività Produttive, non serve partita IVA, non serve niente basta una semplice comunicazione Online e l’aliquota base si abbassa automaticamente al 0,2 % come previsto dalla legge provinciale n. 3 del 23 aprile 2014, la provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige. Questo perché all’articolo (1/bis) dice: Non sono soggette alla disciplina della presente legge le locazioni di camere e appartamenti nel caso in cui il vitto e l’alloggio non vengono prestati in forma imprenditoriale, purché non venga svolta un’attività di promozione rispettivamente di intermediazione o non ci si avvalga della stessa, a condizione che entro l’arco di un anno non vengano conclusi più di quattro contratti d’affitto per camera rispettivamente appartamento. Da specificare che l’aliquota ridotta non si applica alle abitazioni delle categorie catastali A/1, A/7, A/8 e A/9. In pratica si ha il diritto ad esercitare l’attività di affittacamere per un periodo limitato, ma non a rispettarne i termini di legge. Quindi si possono avere degli appartamenti ed esercitare l’attività di affittacamere ed avere una aliquota IMI ridicola. Ovviamente la stessa legge sull’IMI prevede tale aliquota per i fabbricati utilizzati ad uso agrituristico ai sensi della legge provinciale 19 settembre 2008, n. 7, come non fare un favore a tutti i contadini? Cosa significa tutto questo nella realtà? Che nei centri urbani aumenteranno gli appartamenti come affittacamere per avere una aliquota ridotta e invece la domanda reale di abitazioni come prima dimora aumenterà ancora di più. Quello che in pratica sta già succedendo in tutti i centri turistici del mondo, dove i centri urbani si stanno svuotando a favore del turismo. Ecco cosa farà realmente la modifica della legge approvata da SVP, Lega e Verdi. Non smuoverà per nulla il mercato immobiliare della prima abitazione che sia in affitto o in vendita, e se ne avvantaggerà quello turistico. Come avete letto non ho contestato politicamente la scelta di aumentare l’aliquota per gli alloggi sfitti, ma tecnicamente. Tecnicamente potrei ancora dire che se si volesse aumentare l’offerta sempre modificando solo la legge sull’IMI basterebbe aumentare l’aliquota del 0,2% su affittacamere e agriturismi parificandola a quella di tutte le attività ricettive e si che si vedrebbe schizzare l’offerta di appartamenti in affitto in tutta la provincia, ma questo andrebbe a minare ancora una volta l’elettorato della SVP. Anche perché la costituzione prevederebbe all’art. 53 dice: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Non c’è scritto da nessuna parte con esclusione dei contadini di montagna dell’Alto Adige. Per cui la scelta di Kompatscher è semplicemente uno specchietto per le allodole per distrarre e basta, non è una vera lotta al diritto alla prima abitazione. Il prossimo anno si vota per le elezioni provinciali per cui ricordatevi chi ha aumentato le tasse!

G.L.Cerere

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