9 Agosto 2022

Giornata internazionale disabilità celebrata con l’eutanasia?

Giornata Internazionale Disabilità
Pro Vita & Famiglia: «Stato ipocrita se vuole tutelare i disabili e poi approva Eutanasia»
Roma, 3 dicembre 2021
«Nella nostra società i disabili e le famiglie che li accolgono sono spesso considerati solo un peso economico o l’ultima ruota del carro. La Giornata Internazionale delle persone con disabilità, che si celebra il 3 dicembre, ci deve ricordare che nessuna vita merita di essere scartata, come invece vuole far credere chi, in queste settimane, porta avanti istanze legislative e referendarie pro eutanasia e pro suicidio assistito. Infatti le associazioni internazionali delle persone con disabilità sono contrarie all’eutanasia e al suicidio assistito», è il commento di Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.

«Uno Stato che celebra questa giornata, ma che spinge per adottare leggi sull’eutanasia è incivile e ipocrita», aggiunge Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo della Onlus. «Questi cittadini devono litigare per ottenere i loro diritti, dall’assistenza alle cure, fino ad arrivare alle palliative, troppo spesso irraggiungibili. Le famiglie si indebitano per ottenere con il privato quello che il pubblico non gli assicura, e la risposta è il Testo Unico in discussione alla Camera? Viviamo dunque in una società che invece di accogliere e sostenere i cittadini più fragili, li scarta, fino a spingerli ad uccidersi. Dobbiamo e vogliamo, invece, sforzarci per eliminare la sofferenza, non il sofferente. In Belgio l’eutanasia è praticamente imposta per minori, depressi e disabili: non è questo quello che l’Italia si merita e non è un caso se queste pratiche sono legali in soli 7 Paesi su 194!»

«Questo tempo di Covid – prosegue la nota della Onlus – ha palesato e a volte esaltato tutte le ingiuste discriminazioni che vivono i più fragili e le loro famiglie, troppo spesso abbandonate a loro stesse, tanto da costringerci ad attivare SOS Disabili, per porci accanto a loro e provare a difendere con unghie e denti i loro diritti, primi tra i quali l’assistenza domiciliare e lo studio. Accogliamo con favore – conclude Ruiu – l’introduzione della Disability Card, destinata a 4 milioni di persone che hanno tra il 67% e il 100% di invalidità, ma non può che essere solo un primo passo verso politiche che siano davvero al fianco di questi cittadini».

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