25 Giugno 2022

Riconsacrato il Campo della Memoria di Nettuno dopo profanazione

CAMPO DELLA MEMORIA: RICONSACRAZIONE DEL CAMPO
Nettuno, 25 Ottobre 2021: Sabato scorso al Campo della Memoria a Nettuno si è tenuta la riconsacrazione del Campo della Memoria a seguito delle vicende avvenute a settembre. La commemorazione è stata aperta con un solenne corteo e a seguire interventi con letture e riflessioni su quanto accaduto. Il Circolo Barbarigo, Casapound Anzio-Nettuno, ha partecipato ed aiutato alla riuscita della cerimonia; una sua militante si è espressa in merito alla profanazione delle tombe, facendo riflettere sull’importanza del luogo sacro e del legame che Foscolo chiamava “celeste corrispondenza”, la quale non si è spezzata nonostante i vili avvenimenti. La riflessione della militante, la possiamo leggere qui di seguito e citava testualmente: “Vorrei fare con voi una riflessione, Foscolo diceva che la civiltà nasce con la religione dei sepolcri, con la “celeste corrispondenza”, ovvero quel legame che noi uomini terreni avremo eternamente con i defunti. Per capire meglio ha letto un passo di “Dei Sepolcri” di Foscolo: “Non vive ei forse anche sotterra, quando gli sarà muta l’armonia del giorno, se può destarla con soavi cure nella mente de’ suoi? Celeste è questa corrispondenza d’amorosi sensi, celeste dote è negli umani; e spesso per lei si vive con l’amico estinto e l’estinto con noi, se pia la terra che lo raccolse infante e lo nutriva, nel suo grembo materno ultimo asilo porgendo, sacre le reliquie renda dall’insultar de’ nembi e dal profano piede del vulgo, e serbi un sasso il nome, e di fiori odorata arbore amica le ceneri di molli ombre consoli.” Proprio quel legame che Foscolo chiama “celeste corrispondenza”, è stato spezzato, ma solo nella mente di quelle persone che hanno attuato quell’ignobile gesto, di profanazione, rottura e furto delle tombe, di Bardelli e Berti (rotte), Rolandericci e Rossetti (rubate), morti per il loro e il nostro domani. Bene, ricordiamo che un gesto così vile non farà mai sparire quel legame, anche qualora non fossero presenti fisicamente la dimora del riposo, il sasso dove si serba il nome e dove poggiare un lume o dei fiori, dove rivolgere una preghiera e un saluto, che oggi è stato ripristinato ma in ogni caso rimane sacro e pertanto inviolabile. Bardelli aveva un motto e diceva che: “Nessuno di voi è morto finché noi non moriremo tutti. E fino a quando sarà in piedi uno del ‘Barbarigo’ lo sarete anche voi”. Ricordiamo quindi che quel legame lo teniamo ben saldo come un ancora nel nostro spirito. Ricordiamo che quel motto, oggi lo riceviamo come un ordine superiore e che ad esso ci atteniamo, come Bardelli e i ragazzi sepolti in questo luogo sacro, non tradiremo, non ci arrenderemo e quindi noi come loro non moriremo mai. In ultimo, vorrei ricordare a tutti di mantenere sempre accesa in ognuno di noi la fiamma della memoria storica, perché è grazie ad essa che oggi siamo qui.”
Infine, una santa messa con benedizione del Campo e i saluti finali da parte di Alberto Indri, responsabile del Campo della Memoria di Nettuno.

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