27 Giugno 2022

Catania, abbattuto monumento ai caduti a Vizzini, protesta Cpi

CasaPound espone striscione a Vizzini (CT) contro il vile abbattimento del Monumento ai Caduti 

Vizzini (CT) , 22 Ottobre – “L’eroismo non può essere abbattuto. Miserabili”, questo lo striscione che ieri sera, i militanti di CasaPound Italia, hanno affisso a Vizzini nei pressi di quello che è rimasto del Monumento ai Caduti.

L’Amministrazione comunale della città in provincia di Catania, in linea con la deriva della “cancel culture”, senza alcuna delibera esitata e senza aver richiesto le autorizzazioni del caso, ha deciso di abbattere la statua raffigurante il soldato italiano caduto nelle guerre d’Africa e Spagna, perché d’intralcio al previsto rifacimento del manto stradale. I monumenti, vorremmo ricordare al Primo Cittadino e alla sua Giunta, essendo salvaguardati dalle leggi dello Stato non possono essere alterati nella loro veste architettonica né collocati in altro luogo senza una trafila ad hoc.

“Di fronte a questo scempio, non potevamo rimanere a guardare. La statua in bronzo raffigurante il soldato nell’atto di uscire dalla sua garitta per difendere la sua patria combattendo, è stata letteralmente sradicata dal suo alloggio con una pala meccanica che ha anche distrutto i gradini sottostanti. – afferma CasaPound Italia in una nota- . Sull’esempio iconoclasta, la distruzione del monumento ai caduti è un atto che non può passare inosservato. Questi monumenti ricordano l’eroismo dei nostri nonni e dei nostri padri, sono un omaggio a chi ha pagato con la vita per l’onore d’Italia, e non è concepibile che vengano distrutti, a maggior ragione a ridosso del 2 e 4 novembre e nell’anno in cui si celebra il Centenario del Milite Ignoto. Per questo motivo – conclude la nota – abbiamo deciso non solo di schierarci al fianco delle associazioni che hanno già annunciato un esposto alla Procura della Repubblica, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Associazione Nazionale Volontari di Guerra, Lamba Doria e Sicilia Antica, ma anche di mettere in atto altre azioni, più eclatanti, se il monumento non verrà ripristinato nella sua forma originaria”.

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