25 Giugno 2022

Diatriba Prosek, quando la difesa del made in Italy passa anche dal Prosecco

La rubrica di PostaCerere 

La proposta della Croazia di denominare un loro vino come “Prosek” inoltrando la denominazione ufficiale alla Commissione Europea, ha destato scalpore ai coltivatori italiani del vero Prosecco. Il problema dell’Italian Sounding come strumento di concorrenza ai prodotti italiani non è una criticità da sottovalutare, ma siamo proprio sicuri che il problema stia proprio qui? Spesso mi domando cosa significa essere italiani, ma soprattutto cosa significa essere percepiti come italiani. Questo non solo per la produzione merceologica italiana, ma soprattutto per la Nazione Italia stessa. Definire oggi una cosa o una persona veramente italiana è molto difficile al di là degli stereotipi di altri tempi. Partiamo dallo sport nazionale del calcio. Possiamo veramente definire le squadre di calcio veramente italiane? Prendiamo ad esempio l’Inter o il Milan o la Roma, o molte altre, la proprietà e tutta la gestione è in mano straniera, il 90 % dei giocatori sono stranieri, gli sponsor sono stranieri, persino le scritte sulle maglie addirittura in caratteri cinesi, inoltre giocano in un campionato italiano che si deve adeguare alle competizioni internazionali. Non so a voi, ma a me sorge spontanea la domanda se sono veramente squadre italiane o squadre che partecipano ad una competizione che ha lo stadio in Italia e niente più! Passiamo ai prodotti italiani, molti prodotti caseari che noi definiamo italiani hanno il 90% del latte straniero, le maestranze che lo lavorano sono straniere e la proprietà è in mano a multinazionali dell’alimentare, ma lo stabilimento è in Italia, è veramente un formaggio italiano? Ma passiamo alla moda che ci ha reso così tanto famosi nel mondo. I grandi marchi storici oramai sono tutti in mano straniera e producono quasi tutto in Cina o India. Persino le tanto conclamate eccellenze come ad esempio le biciclette da corsa di alta gamma sono solo assemblate nella migliore delle ipotesi in Italia, le materie prime e la componentistica è tutta di provenienza estera. Anche la cosiddetta “arte”, quale la musica leggera oramai si esprime solo in inglese e adotta sound e melodie non di certo italiche. Potrei andare avanti per pagine e pagine, ma mi fermo qui. Allora qual’è il senso di italiano o di prodotto italiano? Sinceramente mi viene difficile dare una risposta se non adduco a motivazioni altre che esulano dal senso e dal significato vero e proprio dell’essere italiano. Quindi il problema non sta esclusivamente nell’Italian Sounding ma nel sistema Italia che si è creato dal dopoguerra in poi. Per me ha poca rilevanza sapere che esiste un vino che si chiama Prosek e viene prodotto in Croazia e richiama il più classico Processo sapendo che abbiamo abbandonato Istria, Dalmazia e Fiume alla stessa Croazia. Se si suole TORNARE POTENZA si devono affrontare i temi da potenza e non solo quelli da mercanti, altrimenti si sbaglia sin dall’inizio. E visto che va tanto di moda citare Dante allora ricordiamoci il nono canto della Divina Commedia….. sì come ad Arli, ove Rodano stagna, sì com’a Pola, presso del Carnaro ch’Italia chiude e suoi termini bagna….

G.L. Cerere 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.