21 Ottobre 2021

Nell’era della libertàvirtuale tra Fb, Vk, Watsapp, Telegram e Signal

La rubrica di PostaCerere 

In questo momento dove si parla quasi esclusivamente di Covid, di obbligatorietà si o no del vaccino, di Green Pass (anche se in italiano esiste una bellissima parola come lasciapassare), di virus e delle solite altre banali masturbazioni dettate dall’agenda del mainstream mondiale, io mi occupo di altro. Se non si vuole perseverare con gli stessi errori e continuare a perdere, bisogna agire con altre regole. Che ci piaccia o no, se vuoi combattere un sistema più forte non devi sottostare alle sue regole, altrimenti perderai comunque, anche se le tue ragioni sono più forti e giuste. Il solo ultimo esempio sono i narcotrafficanti talebani in Afganistan, hanno vinto su tutti i fronti benché avessero il mondo occidentale contro, così adesso USA e Unione Europea stanno a leccarsi le ferite come un animale ferito che invece di guarire la ferita la infetta ancora di più. Allora occupiamoci di altro, partendo dallo spunto che i cosiddetti No Vax si sono pseudo organizzati in chat e social di messaggistica non convenzionali, cioè non in Whatsapp e Facebook. Questo ha fatto scalpore e soprattutto ha permesso che si delineasse un story telling mediatico che collegasse altri social al mondo della destra. Le ragioni sono evidenti e banalmente pratiche, se un pensiero non può essere espresso cerca altre vie d’espressione, ma questo vale per qualsiasi pensiero sia di destra che di sinistra. Una ovvietà talmente banale che però viene strumentalizzata dal mainstream neoliberista come sorta di etichetta e stereotipo da prima elementare: usi Telegram allora sei fascista o un no Vax ecc. Premetto che io non ho ne Telegram e ne Whatsapp, anzi non ho nessun social, per cui non mi si può accusare di essere di parte. Io vorrei semplicemente riaffermare che lo strumento da utilizzare deve essere sempre il migliore. Non credo che Telegram o Whatsapp siano uno migliore o peggiore dell’altro, come anche Facebook versus VK. Sono social semplicemente identici hanno le stesse caratteristiche tecniche che non starò qui io a spiegarvi, ma che se vorrete le potete trovare in un qualsiasi sito che si occupa di tecnologia. Sono entrambi strumenti tecnologici che rispettano le stesse regole di sicurezza e di tutela della privacy. Non esiste nessuna differenza, l’unica differenza la si può trovare eventualmente nell’estetica o nei contenuti digitati. Come avevo scritto all’inizio, questa è una ennesima sconfitta, perché anche in questo caso il banco vince sempre perché è riuscito a creare con facilità i recinti per le pecore nereAnzi l’aver posto l’accento su Telegram ha fatto schizzare in Italia l’uso di questo social e ben contenti ne sono i loro azionisti russiQuindi se qualcuno volesse intercettare un pensiero non conforme sa già dove cercarli, e come volevasi dimostrare una ennesima sconfitta. Il giochino è vecchio come la storia, lasciamo i spacciatori in quel parco, così quando all’occorrenza ci servono sappiamo dove andarli ad arrestare. Sono anni che lo ripeto, le vittorie non si devono inseguire col predicare una morale contro un altra, ma con l’agire moralmente. Alain de Benoit nel suo libro “Minima Moralia” ha messo proprio in evidenza che il fondamento della morale non sta nel predicarla, ma nel perseguirla con le azioni, altrimenti muore come sono morte le religioni nell’ottocento e poi logicamente rinascono con i movimenti integralisti dediti all’azione, ognuna a suo modo. Il continuare a manifestare per la limitazione delle libertà non è sintonico alla libertà, ma all’idea di stessa. Facendo ciò non è il principio di libertà ad essere posto come prioritario, ma quello di eguaglianza, perdendo così il ruolo fondatore che gli si voleva attribuire; l’universalizzazione della morale equivale alla sua dissoluzione. Ma per tornare all’aspetto pratico dei social, non è che contrapponendo Telegram vs Whatsapp che si vince ma scegliendo quello tecnologicamente migliore e più sicuro e in questo caso non è nessuno dei due, ma bensì Signal Messenger. Col suo codice matrice in mano all’utente stesso nessuno lo potrà codificare senza la sua autorizzazione o senza l’ordine di un giudice. Per farmi capire utilizzo una metafora. Se voi utilizzate Telegram o Whatsapp, ma anche Messenger di Facebook, voi accedete in un albergo dove la chiave d’ingresso della vostra camera vi viene fornita alla reception. Il proprietario dell’albergo logicamente ne tiene una copia per entrare, poi in base ai permessi che voi gli date può magari entrare a fare le pulizie, oppure a cambiare i materassi del letto, o persino a tinteggiare l’ambiente, insomma lui ha la chiave di accesso e ve la consegna. Con Signal Messenger invece voi acquistate una casa con una vostra serratura e senza il vostro permesso nessuno può entrare; inoltre se qualcuno volesse entrare deve chiederlo a voi non al proprietario dell’albergo. Tale è la sicurezza che se un giorno doveste perdere la chiave d’ingresso non avete più la possibilità di entrare, ma dovete demolire la casa e ricostruirla. Insomma l’intrusione di esterni è indiscutibilmente evitata. In conclusione qualsiasi volta che decidete di fare una scelta non fatela per la morale, ma agite moralmente altrimenti vi ritroverete ad essere come il mainstream mondialista e neoliberista che retoricamente critica la violenza e poi la trasmette 24 ore al giorno.

G.L.Cerere

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