26 Settembre 2021

Sanità, in Alto Adige esclusi primari italiani a vantaggio degli stranieri nel silenzio della Lega

Primari ospedalieri, la giunta provinciale mette un’altra pietra sopra la possibilità di garantire una scelta equa, per competenze, e senza sbilanciamenti a svantaggio di quelli di lingua italiana, dei primari in provincia di Bolzano.
Ora si hanno i termini della delibera dalla giunta provinciale approvata il 24 agosto scorso all’unanimità (senza alcun distinguo da parte della Lega nella persona dell’assessore Bessone, presente alla riunione) che stabilisce le modalità di reclutamento in incarichi di primariato.
Si stabilisce che avranno un potere di indirizzo pesante, determinate, i primari di lingua tedesca locali mentre vi saranno esclusi quelli di lingua italiana locali.
La legge nazionale (nota come decreto Balduzzi) proprio per evitare scelte politiche locali prevede una incompatibilità per i primari locali nel partecipare alla commissione esaminatrice per i primari della stessa regione dove viene bandito il concorso.
Si devono sorteggiare i selezionatori da un apposito albo nazionale.
La commissione in Alto Adige deve invece essere composta rispettando la proporzionale, e già qui gli italiani sono in minoranza.
I componenti della Commissione appartenenti al gruppo linguistico italiano sono però sorteggiati dall’elenco nazionale di cui all’articolo 15, comma 7-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. I componenti appartenenti al gruppo linguistico tedesco o ladino sono sorteggiati dall’elenco-sezione speciale prevista nella normativa. E sono locali o addirittura austriaci o tedeschi della Germania.
I primari locali di lingua italiana con questa delibera della giunta provinciale su cui la Lega ha taciuto sono quindi definitivamente esclusi dalla possibilità di scegliere i primari ed ovviamente prevarranno le logiche già conosciute.
il nuovo regolamento per la nomina dei primari appena approvato dalla Giunta Provinciale arriva peraltro dopo che il giudice Scaramuzzino di Bolzano ha rinviato alla Corte Costituzionale la precedente vecchia legge provinciale che non aveva recepito il decreto Balduzzi. Insomma ciò su cui deve decidere la Corte costituzionale viene aggirato dalla giunta provinciale con una delibera che però prefigura di peggio: non solo una discriminazione evidente, la elusione della incompatibilità dei primari locali nella scelta dei colleghi di lavoro (con evidenti rischi di condizionamento) ma anche la riduzione dei primari di lingua italiana dell’Alto Adige a testimoni imponenti delle scelte sulle loro teste e il rischio di ricorsi su tutti i concorsi di primariato.
Alessandro Urzì
consigliere provinciale di Fratelli d’Italia

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