26 Settembre 2021

Ferragosto, le origini romane di una festa tutta italiana

La festività di Ferragosto, o meglio della Feriae Augusti, come sapete cade il 15 agosto ed oggi, nell’era moderna, è dedicata all’Assunzione della Vergine Maria. Questa ricorrenza però è ben più antica, imperiale, pagana e prettamente italica. Il Ferragosto ha infatti le sue origini nel 18 a.C. quando l’imperatore Ottaviano fu proclamato dal Senato “Augusto” e, quindi, sacro, venerabile e venerato quasi come un dio. Per consacrare questo importante evento per la storia di Roma, l’imperatore Ottaviano dichiarò tutto il mese di agosto “vacanze di Augusto” in cui venivano incluse molte feste religiose, tra cui i Vinalia rustica, quella dedicata alla dea Diana che cadeva il 13.

Augusto prende nome da Augusta, la Grande Madre, la dea siriana Atargatis o Atargatide; la più grande e la più sacra della civiltà siriaca. Paragonata dai greci ad Afrodite e spesso rappresentata come una sirena, con coda di pesce, la Dea Syria con la corona turrita, in molte antiche raffigurazioni si ergeva in piedi poggiando fieramente su due leoni. Il mito ellenico la volle madre di Efeso e Semiramide, entrambi partoriti dall’unione con Caistro, figlio di Achille.

Come vi scrivevo all’inizio, dalle ricerche di molti storici sembra che nel 21 a.C. le Feriae Augusti mutarono nome in FERIAE AUGUSTALES, riunendo in un unico festeggiamento tutte le feste del mese di agosto. Da allora  i raccolti sarebbero stati dedicati all’imperatore quale garante degli approvvigionamenti del popolo, non solo dei romani in genere, ma dei poveri che ricevevano gratis il grano e l’olio anche nella periferia dell’impero.

Le festività tra il 15 e il 21 agosto si celebravano in Roma in onore del Dio arcaico Consus, Dio delle semi e della fertilità, probabilmente di origini etrusche o di popoli pre-romani, protettore dei raccolti e dei granai. Come divinità della terra, a Conso era consacrata un Ara Consi al Circo Massimo, un tempio ipogeo sotterraneo dell’VIII sec. a.C. in cui si lasciava entrare la luce solo in questo periodo estivo e nei Consualia di dicembre antecedenti al solstizio d’inverno. Proprio in quella occasione avvenne il ratto delle sabine, immortalato artisticamente dalla famosa scultura rinascimentale del Giambologna. Fino dalla nascita dell’Urbe, ai tempi di Romolo, si festeggiava quell’evento in quanto Roma, con un tranello avvenuto nel corso di una festa slla quale erano invitate alcune popolazioni delle più importanti città laziali, aveva depredato a questi delle vergini. In queste antiche città le donne erano molto più numerose e libere rispetto alle romane, tanto è vero che per accettare la pace scrissero delle leggi a cui i primi romani dovevano sottostare, rispettando le sabine, se volevano che esse restassero all’interno del solco divino.

Continuando la nostra antica storia per collegarla all’età dell’Italia cristiana, dal ratto delle sabine incontriamo inevitabilmente la Dea Opi, la Dea Madre Consiva, divinità primigenia e sabina introdotta a Roma da Tito Tazio e collegata alla natura. Opi, come la Madonna cristiana, fece un figlio rimanendo Vergine per poi sposarlo e regnare con lui, nel simbolismo arcaico della morte e rinascita annuale.
Successivamente Opi, da divinità italica divenne romana, associata nel culto a Saturno e a Conso, di cui era sposa, ma il Dio usurpò il suo posto, diventando la principale divinità della natura e delle messi. Tuttavia il culto della Dea si protrasse e alla sua protezione venne affidato il grano mietuto e riposto nei granai. Le furono dedicati due santuari, uno sul Campidoglio e l’altro nel Foro, e in suo onore si celebravano le feste tradizionali degli Opiconsivia il 25 agosto. Come riportano diversi libri, tra cui il romanzo storico “L’Occhio del Vate”, scritto da Carlomanno Adinolfi per Altaforte edizioni e che sto leggendo proprio in questi giorni, a Roma Ops aveva un sacrario vicino alla casa delle Vestali ed alla domus publica nel Foro romano e vi potevano accedere solamente il pontefice massimo e le Vestali. Secondo una tradizione riportata da Macrobio, proprio in Ops poteva essere riconosciuta la divinità tutelare segreta di Roma. Segreta per difendere l’energia dell’Urbe dalle forze ad essa avverse, restando quindi segreta per impedire che i nemici potessero evocarla e farle abbandonare la città divina.

Un’altra importante celebrazione augusta era quella di Diana sull’Aventino. Diana era una Dea importantissima per tutto il suolo italico. Servi e padroni si recavano insieme al tempio sull’Aventino e poi nei boschi per un sano pic nic ante litteram. Nelle campagne ai confini di Roma Diana imperava come Dea dei campi coltivati e dei boschi, nonchè delle erbe selvatiche, siano esse da mangiare o curative. Proprio per quest’ultime e per le acque termali e curative che proteggeva, Diana veniva adorata anche come Dea maga e della salute. Quando Roma divenne cristiana, abolendo progressivamente il politeismo, non riuscendo a sradicare il culto pagano di Diana la Chiesa condannò al rogo le donne “magiche”, chiamate streghe, che custodivano e tramandavano gli antichi saperi per gli intrugli di erbe curative. Durante il Rinascimento il medico, alchimista e astrologo svizzero, Paracelso, sfidò i divieti della Chiesa per riscoprire i più antichi saperi della medicina. Paracelso girovagò proprio nelle campagne lontane dalle città, chiedendo alle donne di rivelargli i segreti della medicina magica naturale.

Se l’antica festa del Ferragosto arriva infine ai giorni nostri mantenendo la sua tradizione millenaria, lo si deve sicuramente anche al Fascismo. Proprio come nell’Antica Roma, nella seconda metà degli anni20 infatti, il governo Mussolini istituì i “Treni Popolari” organizzando per il popolo italiano vantaggiosi viaggi e gite fuori porta anche di centinaia di chilometri e di 3/4 giorni, presso fiumi e laghi, citta d’arte e campagne, monti e mare che moltissimi italiani ancora non avevano mai visto, con quella mentalità rurale e da paesino che tratteneva le famiglie entro poche miglia dalla vita sedentaria di tutti i giorni.

Inconsapevoli o no, ancora oggi, dai più anziani ai più giovani, noi italiani risparmiano o attendiamo la quattordicesima per goderci, con o senza pranzi al sacco, le meritate Feriae Augusti prima di riprendere gli impegni della vita al tramonto delle estati mediterranee.

Buone Feriae Augusti Italia.

Andrea Bonazza

1 thought on “Ferragosto, le origini romane di una festa tutta italiana

  1. Ferragosto, le origini romane di una festa tutta italiana
    15 Agosto 2021 La Vedetta d’Italia

    Bella ed interessante storia delle origini di Ferragosto ☀️ , dove mi sono immerso volentierissimo . 🖤🔥🇮🇹 ✋🏻

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *