11 Aprile 2021

Polemiche per i manifesti sulle stragi partigiane affissi da ignoti contro l’Anpi a Bolzano

“Questa notte ‘qualcuno’ ha imbrattato le vetrine di Anpi Alto Adige Südtirol presso lo Spazio Resistenza cercando di affiggere ‘manifesti’. Sono intervenute le forze dell’ordine ed è già stata aperta d’ufficio un’inchiesta contro ignoti”. Ha affermato l’associazione partigiania in un comunicato diffuso alla stampa. “Nella notte fra martedì 23 e mercoledì 24 marzo, infatti, la sede di via Torino ha subito un tentato atto vandalico. Ad impedirlo – racconta l’Anpi – sarebbero state le forze dell’ordine, intervenute giusto in tempo per vedere i responsabili fuggire. Può darsi che sia un atto di semplice vandalismo, ma se è, invece, un atto di intimidazione dei ‘soliti noti’ contro Anpi, non si facciano alcuna illusione. Non abbiamo mai mollato e non molleremo, a cominciare dal ricordo delle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine”.

In merito alle polemiche per questi misteriosi manifesti affissi la notte scorsa sulle vetrate della sede dell’Anpi, dello spazio Ipes di via Torino a Bolzano, riceviamo la seguente lettera anonima che pubblichiamo per intero lasciando al lettore ogni giudizio sul caso:

“Apprendiamo dai media che l’anpi ha accuratamente evitato di descrivere il contenuto dei manifesti affissi sulla propria sede ieri notte, quindi ve li descriviamo noi.
Si trattava delle foto di varie vittime dei partigiani, uccise durante e dopo la seconda guerra mondiale e del nome di alcuni luoghi in cui si sono consumate le numerosissime stragi di cui i partigiani si sono macchiati, sull’altra vetrina vi era un manifesto raffigurante un uomo legato con filo spinato ad una falce e martello, con la frase “95 milioni di morti attendono giustizia. ANPI = Talebani disgenici”

Tale gesto è la conseguenza della recente pagliacciata svoltasi in piazza della Vittoria, dinnanzi alla colonna in memoria ai caduti atesini nelle guerre di Spagna, Libia e Africa orientale, etichettata dall’anpi come “relitto coloniale da abbattere”, benché l’Italia non abbia mai avuto colonie in Spagna ed il monumento sia dedicato appunto ai soldati atesini caduti nei sopracitati eventi bellici, e la sua intenzione sia quella di commemorarne la memoria e non come vuol far credere l’anpi di inneggiare alle colonie.
Capiamo che i moderni partigiani non abbiano avuto il coraggio di descrivere il contenuto delle foto, poiché ben consapevoli di avere la coscienza sporca e le mani insanguinate per i milioni di innocenti che i loro “eroi” hanno vigliaccamente torturato, stuprato e massacrato, spesso a guerra terminata.
Invitiamo tali cantastorie a tornare a lucidare le loro medaglie di cartone e a smetterla di offendere la memoria storica d’Italia e dei suoi caduti, propagandando squallido negazionismo, e a preoccuparsi invece delle migliaia di vittime innocenti, trucidate da quei criminali vigliacchi che furono i partigiani italiani, e dei milioni di vittime che il comunismo ha provocato in tutto il mondo.

Di seguito i nomi delle foto, e i nomi dei luoghi degli eccidi che sono stati affissi sulle vetrine dell’anpi:

⁃ Piero Zuccheretti, 13 anni, sventrato da una bomba partigiana nell’attentato di via Rasella.
⁃ Rolando Rivi, 14 anni, seminarista ucciso dopo tre giorni di percosse, umiliazioni e sevizie, a colpi di pistola in un bosco.
⁃ Luisa Ferida, attrice, fucilata mentre era incinta, per ordine di Pertini.
⁃ Osvaldo Valenti, attore, marito della Ferida.
⁃ Beatrice Manzoni, uccisa a bastonate insieme alla sua famiglia, morendo gridò ai partigiani: “Io vi perdono”.
⁃ Fratelli Govoni, 7 fratelli che dopo essere stati sequestrati subirono un violento linciaggio, con pugni, calci e colpi di bastone, furono seviziati, e coloro che non morirono per le torture furono strangolati.
⁃ Giuseppina Ghersi, 13 anni, seviziata e massacrata per 4 giorni, infine uccisa.
⁃ Don Umberto Pessima, prete, ucciso nella sua parrocchia a guerra terminata.
⁃ Ines Gozzi, 24 anni, seviziata e violentata, poi uccisa, davanti al padre, in seguito anch’egli torturato e ucciso.
⁃ Eccidio di Argelato
⁃ Bus de la Lum
⁃ Strage di via Rasella
⁃ Eccidio di Cadibona
⁃ Eccidio del Castello dell’Imperatore
⁃ Eccidio di Codevigo
⁃ Eccidio di via Aldrovandi
⁃ Eccidio di Gardena
⁃ Foibe
⁃ Omicidi della volante rossa
⁃ Strage di Lamosano
⁃ Eccidio di Malga Bala
⁃ Strage della cartiera di Mignagola
⁃ Strage della missione Strasserra
⁃ Strage di Oderzo
⁃ Eccidio di Porzus
⁃ Strage di Costa d’Oneglia
⁃ Strage di Rovetta
⁃ Eccidio di Schio
⁃ Strage della corriera fantasma
⁃ Eccidio di Valdobbiadene
⁃ Eccidio dell’ospedale psichiatrico di Vercelli

E tantissimi altri…”

(Lettera anonima)

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