23 Settembre 2021

Con Biden ricominciano i bombardamenti USA nel silenzio pacifista

La rubrica di PostaCerere 

Se devo essere sincero, le dinamiche elettorali degli Stati Uniti d’America le trovo noiose, ma soprattutto inutili o nella migliore delle ipotesi futili come il chiacchericcio da bar, se non fosse che eleggono uno dei più importanti presidenti della Terra. Le elezioni statunitensi non hanno nulla di politico, sono semplicemente un teatrino di avanspettacolo. I giochi per la presidenza non si fanno con dibattiti politici o comizi d’opinione, più o meno le linee d’azione dei democratici e dei repubblicani per come le vediamo noi nel vecchio continente si equivalgono. La vittoria o la sconfitta si gioca sul piano degli affari delle lobby che sostengono l’una o l’altra fazione. Sono gli stakeholder delle due fazioni che determinano i flussi elettorali manovrando con i loro finanziamenti il mainstream televisivo e dei social. Per cui se vogliamo guardare realmente cosa sono gli USA guardiamo i fatti. I fatti ci dicono che la prima vera azione in politica estera del democratico Biden è stata il bombardamento sulla Siria. Non è rilevante se fossero basi dell’esercito siriano o zone con terroristi. Hanno attaccato semplicemente uno stato straniero senza nessun legittimo mandato o approvazione dell’ONU, è stato un semplice atto unilaterale di supremazia militare. Questi sono gli USA. Se una cosa gli da fastidio la bombardano oppure nella migliore nelle ipotesi finanziano chi può combattere al posto loro. Lo hanno fatto per la prima volta con l’Afganistan e adesso lo stanno facendo in molti altri paesi della Terra. La politica estera a stelle e strisce si può riassumere semplicemente in queste poche righe: se si va contro i loro interessi economici si rischia la vita. Non c’entrano le opinioni politiche o le belle parole, tutta la società statunitense si basa esclusivamente sul Dio denaro. Il motto ripetuto mille volte nei loro comizi soprattutto dai democraticissimi, come faceva Obama, è sempre stato “Siamo un solo popolo!”, e fa pure sorridere se si pensa che venne creato da Thomas Jefferson. Un santo americano che ha scritto le parole, “gli uomini sono creati uguali” cosa in cui evidentemente non credeva visto che fece vivere i suoi figli in schiavitù. Era un ricco enologo stufo di pagare agli inglesi troppe tasse. Così scrisse belle parole e aizzò la plebaglia, che andò a morire per quelle parole mentre lui rimaneva a casa con il suo vino a scoparsi la sua schiava. E questi vengono a dirci che loro sono una comunità di popoli differenti, ma non fatemi ridere! Chi vive negli USA è solo. Gli USA non sono una nazione, sono soltanto affari e la guerra è un loro affare. 

G.L.Cerere 

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