26 Settembre 2021

Dal Gamestop alla palude del sistema capitalista in cui affoga l’Italia

La rubrica di PostaCerere 

Il deserto avanza dentro di noi.

Quello che è successo con le azioni di GameStop non starò qui a ripetervelo, lo potete leggere tranquillamente su qualsiasi giornale (io vi consiglio la precisa e dettagliata descrizione dei fatti descritta sul Corriere oppure sul Primato Nazionale). Il succo della questione è molto semplice in un mondo dominato dagli affari solo con gli affari puoi sconfiggere i tuoi nemici. Un concetto dibattuto per secoli anche in economia, ricordate la legge di Gresham “moneta cattiva scaccia moneta buona”, ecco più o meno il concetto è sempre analogo in tutti i secoli. Se si lascia al mercato autoregolamentarsi il comportamento dei singoli andrà inevitabilmente a danneggiare alcuni interessi. Non si è mai stati così poco liberi nella nostra apparente libertà di comprare come lo siamo oggigiorno, siamo succubi del neoliberismo globalista. Ti plagia, ti adesca, ti convince, ti obbliga a volerle, trasforma le nostre primarie necessità in un perverso consumismo compulsivo per il cibo, per lo sport, per i giochi, sui piaceri della vita, ecc. La trappola è ovunque e ricordati che tu sei il topo. Bisogna metterselo bene in testa e capire come si può reagire a questa nuova forma di condizionamenti mentali. A maggior ragione è più importante non solo per le semplici persone, ma soprattutto per chi si ritiene di destra con la F maiuscola. Quando veniva criticato il pensiero capitalista durante gli anni 20 non lo si criticava solo per il pensiero politico-filosofico, ma soprattutto perché era un sistema che creava enormi diseguaglianze economiche, una cattiva distribuzione della ricchezza mondiale. Se il 5% della popolazione detiene l’80% della ricchezza mondiale non è un evento collaterale, ma il fondamento del sistema capitalistico. I nomi dei Paperoni cambiano durante i secoli, ma il succo è sempre lo stesso, loro si appropriano della nostra libertà e ce la rivendono sotto forma di merce. Diventa tutto una necessità produttiva da inglobare nel mercato e poi illusoriamente rivendercela nel mercato “libero”. Nietzsche chiamava questo processo dell’anima Verwüstung come la stessa radice Wüste, deserto, ci fa intendere è un declino assoluto di noi stessi che ci trasforma in quelli che lui chiamava uomini-massa. C’è quindi qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui funziona questo mondo. Lo so io e lo sapete forse anche voi. La differenza sta nel come reagire e cosa fare. Fare come i piccoli azionisti di GameStop a mio parere è sempre il solito mito di Davide che batte Golia e allora ci si rallegra, ma il paradigma non cambia nemmeno di una virgola, vince il capitalismo. Noi dobbiamo puntare le vele in un altra direzione e lo sappiamo che si chiama corporativismo. Oggi molti studiosi della nouvelle droite francese li chiamano eco-clan corporativistici, ma il succo è uguale identico a quello di 100 anni fa, adattato giustamente ai nuovi problemi ambientali. Non per niente la nuova destra francese si sta concentrando sugli aspetti ecologici, perché è un tema assai caro e importante per le nuove generazioni. Visto che sono soprattutto queste nuove generazioni che sono immerse in questo pensiero senza rendersene conto bisogna fargli vedere e non insegnare, che esistono realtà differenti. Non è l’insegnamento l’arma migliore per sconfiggere un nemico, ma l’esempio. Come cantava Gianluca Iannone in vecchia canzone dei Zeta Zero Alfa – Boicotta, questa deve essere la nostra azione sul campo.

G.L.Cerere 

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