26 Settembre 2021

Foibe, quell’Alto Adige che ha il dovere morale di ricordare gli esuli istriano-dalmati

La rubrica di PostaCerere 

Mercoledì 10 febbraio si celebrerà la Giornata del Ricordo in onore degli esuli Istriani, Dalmati e Fiumani, ma soprattutto per ricordare i massacri Titini perpetrati a danno dei nativi italiani, nascondendo i cadaveri nelle foibe carsiche. In Alto Adige le celebrazioni potranno essere fatte solo in forma ridotta a causa del lockdown imposto da Kompatscher. Le celebrazioni ufficiali saranno semplicemente ad uso e consumo dei mass media con le solite parole di retorica per farsi belli. Le manifestazioni spontanee delle organizzazioni di esuli, o partiti, o magari semplici cittadini sono vietate per il pericolo di assembramento. Triste e tragico questo modo di ricordare chi è morto per la patria, ma soprattutto per le vittime inermi di donne e bambini uccisi dai comunisti Titini senza nessuna ragione bellica dato che la guerra era finita, col solo obiettivo di incutere paura e fare una pulizia etnica. A Bolzano abbiamo avuto il privilegio di avere ben due Sindaci di origine Dalmate e Fiumane Giovanni Salghetti Drioli e Giovanni Benussi, abbiamo anche una stele per le celebrazioni lungo le passeggiate del Talvera, per cui non si può dire che non c’è nulla. Quello che manca invece è la consapevolezza che esiste un legame sentimentale profondo tra questa terra e le terre istriano dalmate perché molti esuli alla fine della seconda guerra mondiale sono arrivati in Alto Adige. Un legame non solo con Bolzano, ma anche con i principali centri urbani del fondovalle, Merano, Bressanone, Brunico, Laives, Appiano. In tutti questi centri non esiste nessuna stele, nessun luogo dedicato ai Martiri delle Foibe oppure agli esuli Istriano-Dalmati, un oblio a cui le singole amministrazioni comunali devono rimediare il prima possibile. Ma vista anche la vicinanza culturale dei territori plurilingui come quello altoatesino e quello istriano-dalmata dovrebbero crearsi dei gemellaggi tra le diverse città dell’Alto Adige con quelle dell’Istria e della Dalmazia, in modo da rinsaldare un legame di identità culturale di minoranza etnica e di reciproco aiuto con le comunità italiane residenti ancora in quelle terre. Invece qui in Alto Adige abbiamo solo gemellaggi con paesi e cittadine di Austria o Germania, proprio per rimarcare la diversità e l’appartenenza unica al mondo teutonico. Anche il Sindaco di Bolzano ha effettuato un solo nuovo gemellaggio con la città di Erlangen nel 2018, questo dimostra coi fatti e non con le belle parole di retorica che verranno esternate mercoledì 10 febbraio 2021, come si comportano i nostri amministratori. Per cui se anche in questo momento di pandemia mondiale le priorità possono sembrare solo quelle legate alla sanità pubblica, io sono convinto che, soprattutto in questo momento, il messaggio di vicinanza con quelle terre debba essere ancora più forte e rimarcato nei fatti!

G.L.Cerere 

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