26 Settembre 2021

I lockdown schizzofrenici della Provincia di Bolzano

La rubrica di PostaCerere 

Anche se le prime indiscrezioni dicono che non ci dovrebbe essere nuovamente un lockdown duro per tutto l’Alto Adige siamo comunque sempre alle solite inutili masturbazioni mentali. Mentre la politica nazionale, sempre con l’appoggio dell’SVP, gioca al teatrino delle marionette di palazzo, qui da noi l’incapacità politica regna sovrana in piazza Silvius Magnago. Dopo ben un anno di tempo per poter programmare e gestire una pandemia generata da un Corona Virus, la politica locale non è riuscita a tirare fuori nemmeno un ragno dal buco. Non ce la fanno proprio. Vanno avanti con chiusure e aperture a fisarmonica, di volta in volta alle diverse categorie; una volta i bar e i ristoranti, una volta i negozi di abbigliamento, una volta le scuole, ecc. Senza nessuna logica o qualsivoglia linea politica, si va avanti a spizzichi e bocconi. Ma perché siamo ridotti così? Beh, ricordiamocelo bene, semplicemente perché qualcuno ha votato la giunta Kompatscher, cioè SVP e LEGA Salvini Premier, e questa vuole salvare il maggior numero di voti possibili, tradotto capra e cavoli. Il ragionamento fallace che ci sta dietro è proprio di non voler scontentare nessuna categoria sociale o classe lavoratrice o ceto sociale senza colpo ferire. Benché essi stessi si ritengano distanti dalle visioni catto-comuniste, non riescono comunque questi amministratori politici a dissociare coi fatti il loro pensiero proto marxista, fatto di classi e ceti. Perché dico questo. Semplicemente perché i lockdown settoriali vanno ad intaccare le singole categorie come archetipo sociale. Invece di concepire la società come un unica civitas nazionale, questi politici la sezionano e la stratificano con la stessa metodica, logicamente aggiornata, che facevano Marx ed Engels. Un pensiero proto catto-comunista che fa gioire la mamma incinta di tutti i radical chic provinciali. Nell’attesa che il vaccino porti i primi benefici, le misure per il contenimento della pandemia sono semplici e chiare, ormai le conoscono a memoria anche i miei gatti. Lavarsi spesso le mani, coprirsi con le mascherine naso e bocca, mantenere il distanziamento sociale, sanificare tutte le superfici con detergenti alcolici, arieggiare il locali, evitare assembramenti, insomma non mi sembra complicato. Però come ogni legge o norma, se non si fanno le sanzioni ai trasgressori è tutto inutile, ma è proprio qui che la politica provinciale non si vuole sporcare le mani. Le sanzioni ricadono sulla responsabilità dei singoli cittadini non su una classe sociale. Se uno si comporta bene o male non ha nulla a che fare con l’essere ristoratore o negoziante. Esistono persone corrette o scorrette trasversalmente perché questo dipende dall’etica e dalla morale dei singoli e non dal fatto di appartenere aprioristicamente a una classe rispetto che ad un altra. Nel mondo moderno dove l’etica e la morale sono liquide come un like su facebook, diventa difficile per un politico mostrarsi autorevole quando è lui stesso il primo a non rispettare le semplici regole o leggi dello stato italiano. Se poi le leggi prevedono di sanzionare i trasgressori, ma si fa di tutto per non applicarle per remore elettorali allora diventa automatico agire e suon di misure di contenimento con la restrizione delle libertà personali. Non servono altri lockdowns, le leggi ci sono basta farle rispettare come un buon padre di famiglia, severo ma giusto.

G.L.Cerere 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *