27 Novembre 2020

Test rapidi in Alto Adige: forte rischio assembramenti e contagio

La rubrica di PostaCerere

Da venerdì 20 novembre, per tre giorni, inizieranno i test rapidi in tutto l’Alto Adige e come è scritto nell’ordinanza n.70 di ieri, 17 novembre, su base volontaria. Nonostante la perplessità del zanzarolgo Crisanti (Veneto) e di altri virologhi come Lopalco (ex coordinatore task foce Puglia), la giunta provinciale ha deciso di continuare comunque con questa iniziativa. Ricordo ai più sprovveduti che in questa giunta ci sono anche due assessori Lega-Salvini Premier, mai dimenticarselo! Si era capito fin da subito che questa fosse la linea della giunta dato che le procedure organizzative erano già iniziate 2 settimane fa. Ma cosa significa questo da un punto di vista pratico? Il presidente delle giunta provinciale Arno Kompatscher ha sempre detto che vuole testare 350.000 altoatesini. Bene, allora facciamo due calcoli semplici semplici. Per fortuna a me a scuola mi hanno fatto andare, al contrario di questa generazione. Se le postazioni per i test sono tra le 140 e le 150 per tutto l’Alto Adige, significa che ogni postazione in media deve verificare circa 800 persone al giorno. Se ipotizziamo un orario di lavoro nei tre giorni non da schiavismo, ma da normale operatore sanitario, questo significa avere tra le 4 e le 5 corsie di test per ogni luogo, tradotto 200 test all’ora sempre in media. Dato che hanno individuato come luoghi per i test per lo più palestre o sale grandi, significa che in ogni luogo dove verranno fatti i test dovranno essere predisposte delle linee di verifica tutte in uno stesso luogo fisico al chiuso. Semplificando, in ogni palestra tra personale e cittadini ci dovranno essere circa 30 persone in un unico luogo fisico al chiuso. Inoltre le file per l’attesa si svilupperanno chissà dove, magari in corridoi angusti o in mezzo alla strada Poi c’è da considerare la parte burocratica, amministrativa e di ristoro per il personale, e si anche questi avranno il diritto di fare pause, mangiare e riposarsi. Insomma in tutto questo voi non ci vedete nulla di strano? A me sembra che il rischio di assembramenti sia molto elevato, anzi quasi certo, anche perché non è detto che tutti si distribuiranno nei tre giorni in modo parsimonioso dato che il venerdì è lavorativo invece gli altri due sono feriali. Ma per caso non c’era un ordinanza che vietava gli assembramenti? Come ha detto il zanzarologo Crisanti sussiste inoltre il rischio del 30% di falsi negativi, per cui se nella malaugurata ipotesi che in uno di questi luoghi per i test, non si rispettassero le norme sul distanziamento e di sanificazione, magari anche per superficialità dei cittadini stessi (come mi capita di veder quotidianamente) si creerebbe un focolaio proprio in uno di quei luoghi preposti ai test. Questo sarebbe ancora peggio perché la sintomatologia si verificherebbe dopo i test di massa, pure senza possibilità di tracciamento. Quindi io mi domando di nuovo quale è il senso dei test di massa fatti in questo modo? A questo punto sarebbe stato più semplice chiudere tutti in casa per 10 giorni e buona notte al secchio. Mi ripeterò fino alla stremo, a Wuhan con 12 Milioni di abitanti hanno fatto così. Tutti chiusi in casa per 10 giorni, poi a tutti test finale (fatto in maniera seria, cioè a domicilio) con tracciamento obbligatorio. Bene da maggio loro non hanno più avuto un caso e nel frattempo hanno riaperto tutto con feste di piazza comprese. Mi si potrebbe dire che da loro c’è il comunismo e quindi in uno stato totalitario tutto è molto più semplice. Beh a me non sembra che da noi in Italia non siano stati violati regolarmente gli articoli 1, 13 e 16 della costituzione per cui la differenza non è molta è solo un apparenza, a mio modesto modo di vedere. Quando mi limitano la libertà personale e la libertà di movimento e l’impossibilità di lavorare voi questo regime come lo chiamate? A questo punto magari preferisco un regime totalitario esplicito e più efficiente, soprattutto se poi è Made in Italy, chiaro. Adesso capite quali sono tutte le mie perplessità; perplessità che al momento nessuno riesce a dipanarmi anzi mi portano ad avere sempre più prove sull’incapacità di questa classe dirigente politica altoatesina e pure dell’amarezza sulla capacità di valutazione dei cittadini sul loro operato. Un ultima considerazione che non smetterò mai di ripetere, in tutto questo periodo dove tutti più o meno ci hanno rimesso dei soldi, i politici non si sono tolti un becco di un centesimo dal loro pinguo stipendio, ricordatevelo sempre! Almeno voi che leggete i miei articoli.

G.L.Cerere 

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