27 Novembre 2020

Lapidi per la morte del sistema scolastico, azione del Blocco Studentesco in Emilia Romagna

BLOCCO STUDENTESCO EMILIA-ROMAGNA DENUNCIA LA MORTE DEL SISTEMA SCOLASTICO

Bologna, 11 novembre – “Qui giace il futuro degli studenti italiani” – recita così una delle frasi riportate sui cartonati a forma di lapide posizionati davanti alle scuole dai militanti del Blocco Studentesco. Un’aria tragica che è stata resa ulteriormente gravosa dai sigilli posti sui cancelli. Il messaggio è chiaro: la scuola è prossima alla morte. I colpevoli? Conte e Azzolina.

“La situazione è apocalittica per la nostra Nazione: negozi chiusi, terapie intensive straripanti e strade deserte – esordisce la nota del Blocco Studentesco – Questa condizione non risparmia certo le scuole, nonostante non sarebbe nemmeno così difficile tenerle a galla se al consiglio dei ministri non ci fosse la famiglia Addams al completo”

“Gli sprechi del ministro Azzolina sono evidenti – continua la nota del Blocco Studentesco – come dimenticare la vicenda comica dei banchi a rotelle? Fa ridere un po’ di meno se si pensa al fatto che quei 4 miliardi potevano essere usati per rendere più vivibile la DaD, assumere personale o riorganizzare gli spazi necessari. Ora invece troviamo banchi nuovi in edifici vuoti, compito per il quale anche quelli vecchi non erano indegni. Alla fine si sa: certi politici sono bravi solo a vantarsi di innovazioni futili e concorsi pubblici fallimentari”

“E come dimenticare Conte? – si chiede il movimento – Lui, i suoi DPCM e la sua inettitudine. Eppure non ci vuole molto a capire che invece di chiudere polisportive e palestre le si sarebbero potute sovvenzionare al fine di ospitare le classi. Ma alla fine, che ci possiamo aspettare da chi non ha avuto la decenza nemmeno di investire sulle terapie intensive, preferendo premurarsi di dare il bonus per i monopattini?”

“Il Blocco Studentesco – conclude la nota – con il suo gesto simbolico annuncia il corpo esanime di cui il governo è direttamente responsabile: la scuola. Ricorda poi che, anche se il movimento la pazienza l’ha già esaurita da tempo, anche gli studenti iniziano a non averne più della condotta di un governo che paralizza tutto ciò su cui mette le mani”

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