27 Novembre 2020

Covid19, test di massa in Alto Adige contro diffusione virus

La rubrica di PostaCerere 

Con la campagna annunciata ieri per i test di massa per il Covid 19, noi lo avevamo già detto e scritto domenica scorsa; in Alto Adige la dittatura sanitaria è servita. Non ci sarà una obbligatorietà generalizzata, ma ci sarà un principio di equivalenza come per i vaccini, cioè verrà imposto il test a quelle persone che necessitano dei servizi pubblici come per i vaccini. Vuoi andare alla scuola dell’obbligo allora ti devi vaccinare, così per la proprietà della transitività se vorrai andare a scuola ti dovrai testare per il Covid. Così anche per tutte quelle professioni a rischio e quelle che hanno degli obblighi contrattuali con la pubblica amministrazione. Che si arrivasse a questo era prevedibile a marzo 2020, bastava che uno avesse letto una qualsiasi libro di fantascienza degli anni 20 dello scorso secolo e si faceva già un idea di come si sarebbero sviluppati gli eventi. Basta rileggersi il mio articolo del 24 giugno 2020 dove consigliavo di leggere il libro “la Peste Scarlatta”. Ma voi credete che finisca qui? No! Quando ci saranno abbastanza vaccini per tutta la popolazione verrà estesa l’obbligatorietà anche per questo. Onde evitare malintesi, dico subito che io non sono contrario ai vaccini, anzi li ritengo degli strumenti importanti per combattere i virus più terribili di questa terra. Se non ci fosse stato il vaccino contro il vaiolo non sarebbe stato possibile debellarlo, altro che Covid 19, nemmeno da paragonare per il tasso di letalità. Per cui lungi da me oppormi ai vaccini, ma il metodo con il quale vengono strumentalizzati è un altro discorso. Forse mi sbaglio, ma mi sembra di vedere utilizzare i vaccini, e logicamente i vari richiamo negli anni successivi, come strumento per sopperire alle carenze del sistema sanitario. La politica si è arenata a valutare la salute dei cittadini con l’unico fine di non bloccare o interrompere la crescita economica neoliberista, per cui da tutelare non in quanto persone, ma come ingranaggi per non bloccare la crescita finanziaria. La sanità stessa è diventata un business ben rodato che fa leva sul più primordiale istinto di sopravvivenza. L’aspetto che mi fa veramente incazzare e come questi democratici dirigenti politici utilizzino la sanità come dittatura senza rendersi conto della loro azione coattiva nei confronti della libertà individuale delle persone. Coloro che si sono sempre mostrati contro qualsiasi dittatura politica adesso utilizzano la stessa metodologia impositiva in nome della sanità. Io allora mi domando che differenza fa invocare norme restrittive in nome della sanità o in nome di altri principi etici e morali? Perché demonizzare solo alcune dittature e non le altre? Se il principio democratico e valoriale è quello della condivisione delle scelte perché può essere derogato quando si parla di sanità (non di salute)? Anzi io ritengo che una dittatura esplicita sia meglio di una dittatura sanitaria mascherata da democrazia. È molto più facile l’identificazione degli stessi e altrettanto facile è indicarne le colpe e le responsabilità. Nella nostra pseudo democrazia elettorale invece non si trova mai un responsabile politico dei disastri da lui creati. Un ladro di mele lo si trova e lo si condanna senza appello, un dirigente politico che causa inefficienze e degli effetti collaterali maggiori per la sua incapacità gestionale non viene nemmeno inquisito e figuriamoci se condannato. Lo so che gli ospedali in questo momento soffrono e gli operatori sanitari in questo momento sono quelli che sono messi peggio e per questo credo che li si debba aiutare, ma vi prego non ditemi che non esistono responsabilità politiche di questo disastro sociale. I responsabili politici ci sono e hanno nomi e cognomi.

G.L.Cerere 

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