27 Novembre 2020

Lockdown, la malagestione della Provincia di Bolzano

La rubrica di PostaCerere 

La responsabilità politica della gestione di questa pandemia è chiara e ha nomi e cognomi. Ha smascherato gli amministratori farlocchi da quelli bravi, Zaia in assoluto sul podio per il grande merito del cosiddetto zanzarologo Crisanti. Da noi invece una classe dirigente impreparata senza una concezione di tempistica sanitaria, ma molto cosciente della Timeline di Twitter e Facebook ha portato al disastro l’Alto Adige, e cosa fanno adesso? Invocano alla responsabilità i singoli cittadini. A me suona questo appello come una auto assoluzione per quello che non sono riusciti a fare o per quello che hanno fatto in modo sbagliato. Partendo da un piano provinciale antipandemia, che nessuno ha mai visto, per arrivare al secondo lockdown con intramezzi di scandali sugli acquisti di mascherine e scaldacollo fino alla realizzazioni di posti letto per terapie intensive per poi essere smantellati durante l’estate perché convinti che il virus fosse sconfitto. Tutti gli epidemiologi, ma anche un qualsiasi medico sapeva già a marzo 2020 che sarebbe arrivata una seconda ondata in autunno, come una terza e una quarta fino a quando non si troverà un vaccino. Adesso fingono comunque di essersi preparati per tempo, con il semplice risultato di chiudere tutti in casa e di fermare nuovamente il sistema economico provinciale e nazionale, cioè come la soluzione medioevale contro la peste, chiudersi in casa. Invece di costruire un sistema i tracciamento durante l’estate che permettesse veramente l’isolamento dei cluster ci dicono di essere responsabili, mi viene da piangere se ci penso, come se adesso fossi andato in giro a fare l’untore. La soluzione quindi c’era, ed era li sotto gli occhi di tutti, tracciamento tracciamento e ancora tracciamento, e nel frattempo adeguare le strutture sanitarie non per una seconda ondata, ma per una serie di ondate multiple. Chiaro! E lo so io che sono il signor nessuno. Adesso ogni gruppo di stakeholder a torto o a ragione andrà a lamentarsi e a piangere per la sua singola categoria economica e chi più farà valere le proprie ragioni sarà quello meno danneggiato. Non ho dubbi che in questa terra dove la spartizione etnica è stata espressa nero su bianco nello statuto di autonomia non ne resti esente da questa distorsione, anzi forse ne esca ancora maggiormente rafforzata. C’è poco da dire il modello Italia e il modello Alto Adige hanno completamente fallito, sia per numero di morti che per i danni economici. La colpa non è solo della maggioranza che ci ha governato, ma anche di un’opposizione che ha vissuto di luce riflessa, insomma tutti i nodi alla fine sono rimasti impigliati nel pettine. La fiducia adesso la ripongono esclusivamente sulla velocità di trovare un vaccino che ci tiri fuori dai guai il prima possibile per poi dimenticarsi tutto sempre nel più breve tempo possibile. Insomma utilizzano ancora un riflesso freudiano per la loro rielezione. Per chi non lo sapesse si tratta della rimozione dei pericoli imminenti e passati. Se poi uno avesse ancora voglia di avvelenarsi ancora di più il fegato in questo momento di ritiro forzato, gli consiglio di leggere il libro “Scimmie al Volante – L’inchiesta definitiva sulla classe politica che non ha saputo gestire la crisi del Covid-19”, edito da BUR Rizzolli, che fa nomi e cognomi di tutti i responsabili di questo disastro nazionale. La considerazione desolante con la quale si chiude la lettura di questo illuminante libro è l’amara constatazione che le scimmie hanno la caratteristica di non imparare e di continuare a schiacciare i bottoni di comando sempre a caso.

G.L.Cerere 

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