27 Novembre 2020

Alto Adige zona rossa di una Provincia al fallimento

La rubrica di PostaCerere 

Come era largamente prevedibile, già da una settimana giravano le voci, ma doggi 9 novembre 2020 è nero su bianco, l’Alto Adige diventa tutta zona rossa, con norme ancora più stringenti. Cosa significa? Significa che gli ospedali sono talmente sotto pressione che chi ci governa non sa più che pesci pigliare. Una disfatta amministrativa provinciale che Caporetto al confronto è stata una passeggiata di salute. Ora hanno pure invocato l’aiuto dell’esercito e delle forze dell’ordine che fino a poco tempo fa li vedevano semplicemente come un esercito di occupazione e da denigrare, gli attentati a dimostrarlo non me li sono inventati io. Ma adesso tutti gli aiuti vanno bene e guai a fare polemiche; continuano a ripetere in questo momento critico. Io invece dico e scrivo che il valore di un politico si dimostra nei momenti di difficoltà, non quando tutto va bene con bilanci pingui e stuole di avvocati che ti parano il culo. In questo momento non c’è stato un politico locale, visto che qui invocano sempre l’autonomia, che abbia fatto un minimo di mea culpa. Nemmeno uno. Tutti professoroni che non sbagliano mai. Nessuno mai che abbia detto che il numero chiuso alla scuola infermieristica e alla facoltà di medicina sono sbagliate (nemmeno adesso); nessuno che abbia mai detto che si possa derogare il patentino e la proporzionale per le professioni sanitarie; nessuno che abbia mai detto che l’assistenza ospedaliera debba essere riservata a terapie complicate per lasciare spazio a dei servizi sanitari e sociali domiciliari; nessuno mai che abbia detto che la gestione della famiglia, considerando soprattutto come viene fatto adesso con gli anziani che vengono messi nei magazzini di stoccaggio, sia sbagliata, eccL’ipocrisia social del primo lockdown riportata da tutti i politici anche locali con post e tweet con il tutto va bene o dei flashmob da battimani è stata la massima espressione della loro capacità politica. Ma voi credete che sia finita qui? Ma va la, il prossimo passo a breve al massimo due giorni sarà un secondo vero lockdown con in aggiunta test di massa per mettere tutti i positivi in isolamento domiciliare in modo da scaricarsi ulteriormente la responsabilità un con l’altroSi perché dopo sarà uno scaricabarile assoluto, del tipo “tu dovevi fare il secondo test”, al centralino non risponde nessuno, “questo è il compito del medico di famiglia”, “per il secondo test deve chiamare un altro numero”, “non si preoccupi la contattiamo noi” mentre uno ha 39,5 di febbre, “il paziente lo deve tenere in isolamento”, “questo non è di nostra competenza deve chiedere a centro xy”, ecc. Una serie di frasi fatte che già adesso chi non è sprovveduto si potrà immaginare. Se questi politici credono che tutti siano delle pecore si sbagliano. Io mi immagino già quali saranno le prossime mosse semplicemente perché vedo le mancanze attuali. La cosa che però mi rattristisce di più non è l’incapacità patentata di questa classe politica, ma il fatalismo con il quale viene accettato. La pancia è ancora troppo piena per portare a fare delle considerazioni di azioni collettive, si è ancora tutti schiavizzati individualmente nel proprio ego social. La risposta unitaria di un gruppo grande o piccolo che sia non verrà fuori nemmeno questa volta anche se la dittatura sanitaria è servita su un piatto d’argento sotto gli occhi di tutti. Siamo tutti troppo occupati a postare foto di pizze fatte in casa, di brindisi dai sorrisi facili, di realtà virtuali photoshoppate, di passeggiate mascherati da banditi, di perversioni ginnico motorie di percorsi domiciliari, ecc, insomma questa è la dittatura perfetta che già qualcuno molti anni fa aveva previsto. “La dittatura perfetta ha le sembianze della democrazia, una prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno mai di fuggire. Un sistema di schiavitù dove grazie al consumo e al divertimento gli schiavi ameranno la loro schiavitù” (Aldous Huxley). Però vorrei dare ancora un barlume, anzi una fiamma, di speranza. In tutto questo ci sono ancora persone che non dimenticano facilmente e non si lasciano ammaliare, questa minoranza dalla memoria elefantiaca prima o poi prenderà coscienza di sé in modo unitario e quando lo farà saranno cazzi per tutti!

G.L.Cerere

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