2 Dicembre 2020

Merano commissariata e il sistema proporzionale Alto Adige

La rubrica di PostaCerere 

Merano commissariata, evviva Merano!

Scaduto il termine ultimo per l’approvazione della Giunta comunale di Merano nel Consiglio Comunale si va al commissariamento. Evviva Merano! Perché me ne felicito? Semplicemente perché questa è la dimostrazione che scimmiottare un sistema elettorale maggioritario senza premio di maggioranza con un proporzionale porta a questo. Siamo arrivati a questo perché la legge elettorale dei comuni è stata scritta non nella prospettiva di un interesse rappresentativo, ma nell’interesse di un partito di maggioranza che non vuole subire le regole da lei stessa scritte, ma le vuole solo comodamente a suo favore. Dopo la sconfitta di cinque anni fa nel secondo comune dell’Alto Adige, la SVP di Merano in questa tornata si aspettava un risultato che permettesse a lei di fare da mazziere e invece è toccato nuovamente a Rösch, che col suo piglio inflessibile ha preferito mandare tutti a nuove elezione e lasciare spazio a un commissario piuttosto che accettare i diktat della SVP e delle Liste Civiche Meranesi. In questo caso anche se mi trovo a non condividere la linea politica di Rösch non posso però che fare chapeau. Un atteggiamento che molti del centro destra dovrebbero imparare. Una sconfitta a testa alta ha un valore maggiore che una vittoria mutilata. Stare fuori dalla spartizione dei giochi di potere per lungo tempo logora la base elettorale e questo Rösch lo ha capito chiaramente e lo sta facendo purgare alla SVP. La SVP nuovamente messa in disparte a Merano è un segnale che dovrebbe far riflettere tutti. Riflettere soprattutto in quel centro destra che con la sindrome del cane fedele che ha smesso di ululare come un vero lupo e si è messo a raccogliere le stelle alpine in mezzo ai prati montaniMa si sa che il centro destra nell’ultimo periodo a guida Salvini Premier ha inanellato una serie di cortocircuiti che ancora sono li che non se ne rendono conto, sia a livello nazionale che provinciale. Solo due per capirci, le dimissioni dal Ministro degli Interni con la crisi agostana e i diktat a Bolzano per le elezioni comunali. Scusate se faccio una piccola divagazione, ma serve solo per capire meglio. Se uno arriva alla seconda più alta carica del governo quale il Ministero degli Interni, credo che se avesse guardato un minimo di storia decennale doroteiana non avrebbe mai mollato di sua iniziativa una siffatta carica. Mollare il Ministero degli Interni per ritrovarsi all’opposizione credo che non sia semplice autoflagellazione ma masochismo allo stato puro, altrimenti politicamente non è spiegabile come uno possa fare un passo indietro del genere. Io personalmente sarei rimasto li fin quando non mi avrebbero tirato giù con un bazooka, ma chi se ne frega degli scazzi del governo, ma sapete cosa vuol dire essere il Ministro degli Interni!! Ma la stessa scelta scellerata l’hanno fatta a Bolzano quando hanno accettato il diktat della SVP di non presentarsi con un centro destra unito, dove la vittoria era quasi certa. Insomma l’atteggiamento di Rösch è stato pari a quello di un vero militante di destra, o per riportarlo nella sua ala politica a quello di un comunista stalinista. Quando la politica moderna fatta di compromessi e scambi di favori e di interessi si ritrova difronte una figura mossa da ideali e convinzioni ben radicate nel suo modo di vivere, va sempre a scontrarsi con tutti i mercanti di palazzo. Questa è la lezione da imparare. A marzo o chissà quando andranno i meranesi nuovamente a votare con questo sistema, non è escluso che si ritrovino nella stessa impasse, anzi glielo auguro, in modo che possano capire nuovamente chi sono veramente i politici che hanno difronte. Si rendano conto distintamente di quale alta caratura sono fatti i loro rappresentanti. Come il grande profeta dell’apocalisse Louis Ferdinand Céline cantava:

Faut-il dire à ces potes (Bisogna dire a questi amici)

Que la fête est finie? (Che la festa è finita)

Au diable ta sorte? (A morte la sorte)

Carre! Dauffe! M’importe, (Che cosa m’importa)

o Malfrat! Tes crosses (A morte gli inganni)

Que le vent t’emporte! (Che il vento si porti)

Feuilles mortes et soucis! (Foglie morte e tormenti)

G.L.Cerere 

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