23 Settembre 2021

Esercenti in protesta in Calabria: a Firmo si muore di Dpcm non di Covid

Anche a Firmo (Cosenza) montano le proteste

In queste ore, dopo i vari Decreti del Governo Conte, in parecchie città italiane, sono scesi in strada albergatori, ristoratori, baristi, titolari di palestre, pizzaioli, per chiedere a gran voce di evitare la chiusura anticipata delle varie attività causa “emergenza Covid”.

Come abbiamo potuto vedere dalle immagini dei vari telegiornali, a Roma e a Napoli le proteste, inizialmente pacifiche, si sono trasformate in disordini che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’ordine.

Anche a Firmo, paese di quasi 2000 anime in provincia di Cosenza, sono comparsi in parecchie vie degli striscioni anonimi riportanti la scritta : “A Firmo non si muore di Covid ma di Decreti”

Portavoce dell’iniziativa si è fatto Antonio Bauleo che assieme alla moglie Rosetta Longo gestiscono il noto bar Caffe del Corso Firmo.

Con un comunicato stampa, il gestore chiede a gran voce di poter tenere aperta l’attività fino alle ore 22/23 in quanto a Firmo i contagi inerenti a questa pandemia sono zero.

“Non ci sono pazienti ricoverati in terapia intensiva, non ci sono stati decessi, non ci sono concittadini in quarantena e i positivi sono come detto a zero”- continua il comunicato.

“Abbiamo speso centinaia di euro per adeguarci alle nuove norme igienico/sanitarie, dall’acquisto dei plexigas alla sanificazione peridioca del locale, non ci possiamo permettere una nuova chiusura o una chiusura anticipata, in quanto l’orario serale è la nostra fonte principale di guadagno.
Sono disposto a portare in strada i miei concittadini con una fiaccolata pacifica per le vie di Firmo, chiedo inoltre al Sindaco di battersi in prima persona e farsi portavoce per difendere tutte le attività del comune di Firmo” – conclude il comunicato.

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