21 Ottobre 2020

Le elezioni di un centrodestra sempre meno di destra (PostaCerere)

La rubrica di PostaCerere 

Come sempre e come mio solito durante la campagna elettorale mi taccio. Mi astengo da commenti e dall’abboccare a promesse facili e banali, ma soprattutto mi tengo distante dai falsi amici. Di solito i miei interventi li concludo sempre con delle citazioni, ma visto l’esito definitivo dei risultati elettorali nazionali, ma soprattutto provinciali, di primo acchito mi viene spontaneo pensare al libro “Fuoco fatuo” di Pierre Drieu La Rochelle quando a pagina 62 (edizioni Mondadori) scrive: “I drogati sono i mistici di un’epoca materialistica che, non avendo più la forza di animare le cose e sublimarle in simbolo, operano su di esse un procedimento inverso di riduzione e le consumano e le logorano fino a raggiungere in esse il nucleo del nulla. Essi sacrificano al simbolismo dell’ombra per controbattere il feticismo del sole, che detestano perché ferisce occhi già stanchi”. Questo è quanto penso sul risultato delle elezioni e sui fanatici della democrazia. Essendo io un feticista del sole nero e della sua fiamma ardente immaginavo già l’esito più di un anno fa, quando su queste colonne scrissi in momenti non sospetti, che se non si fosse colta l’occasione a livello provinciale la sconfitta politica sarebbe stata completa. Io non parlo di sindaci eletti o no, io parlo del pensiero metapolitico che ci sta dietro. La sconfitta va oltre la mancata elezione del sindaco di Bolzano, cosa che avevo già pronosticato ai miei conoscenti più stretti, ma soprattutto sul rapporto che esiste tra elettore e pensiero di destra. Si perché si sente parlare di alleanze di centro destra contro quelle di centro sinistra senza capirne il senso, e mio malgrado la realtà gli da ragione vedendo dei malsani figuri che in una legislatura si candidano col centro sinistra e poi alle elezioni successive si candidano col centro destra o viceversa. La destra e la sinistra oggi sono semplicemente dipinte dall’avversario non dal protagonista della definizione, è molto più facile sentirsi dire da un avversario il proprio colore politico più che riconoscersi loro stessi. Lo dice spesso Massimo Cacciari, filosofo di conclamata ideologia marxista, che la fortuna della Lega di Matteo Salvini non se le creata lui, ma gliela hanno cucita addosso i politicanti di questo “centro sinistra” e lui non ha fatto altro che cavalcarla. Quindi il pensiero trainante dell’attuale “centro destra” non ha un origine di destra tradizionale o classica, semplicemente è un avversario populista alla stregua di una DC 2.0, che cerca di instillare un antagonismo più di posizione che di contenuti nei confronti dell’attuale globalismo immigrazionista. Difatti sono risultati vincenti tutti quelli che hanno mostrato continuità col recente passato indipendente dal colore politico. Insomma nel pensiero politico italiano è ancora radicato quel centrismo buonista post bellico che utilizza i colori delle bandierine più come tifoso sugli spalti che come giocatore sul campo. L’esempio a riprova di quanto scrivo sono i voti espressi per le liste non espressamente partitiche ma personali dei vari candidati; un esempio su tutte quella di Luca Zaia che ha surclassato la sfida in casa con la Lega. Questo a dimostrazione della volatilità del pensiero di centro destra, come per altro quello di centro sinistra. Quando si fanno delle alleanze più per essere accondiscendenti con l’avversario invece di pensare a combattere, la sconfitta è sempre inevitabile. Un sano pensiero di destra vuole che ci si butti nella mischia senza paura della sconfitta. Si vince o si muore non ci sono vie di mezzo. Questa è la destra, chiamatela radicale o sociale chiamatela come volete la destra è un idea completamente differente dall’attuale neoliberismo che ha unificato il pensiero del centro destra con quello del centro sinistra. Una persona che si ritiene di destra agisce innanzitutto e poi eventualmente si fa le pippe mentali del caso. Non gli interessa la sorte e il destino, è nell’azione che si compie il suo destino e il messaggio. Mi fanno molto sorridere tutti quelli che si dichiarano di destra e poi li trovi a mangiare da McDonald oppure ordinano cibo multietnico su Deliveroo. Mi fanno sorridere perché essendo loro convinti nel dichiararsi di destra non hanno ancora capito che la forza del pensiero è nell’azione quotidiana di cambiare l’anima delle persone non con le parole ma coi fatti. Questo è proprio quello che sta succedendo dopo queste elezioni, tutti a cantare vittoria per aver preso più voti qua, per aver eletto un candidato la, per aver fatto un consigliere se non un sindaco, come se questo fosse il fine unico e catartico della vera politica di destra. Poi vanno al governo e fanno le stesse identiche scelte politiche di chi li ha preceduti anche se di appartenenza alla parte avversaria. È risaputo che chiunque governi nel sistema elettivo attuale le scelte di governo sono predeterminate dalle scelte economiche del mercato neoliberista, detto volgarmente, non cambia un cazzo se governa il centro destra o il centro sinistra perché sono le condizioni del mercato che ti condizionano nelle scelte, e se provi a sgarrare ti fottono, il colpo di stato con lo spead contro Berlusconi nel 2011 ne è stata l’ennesima riprova. Se uno pensa che veramente possa cambiare qualcosa cambiando governo non ha ancora capito che il coltello dalla parta del manico lo ha chi detiene il nostro debito pubblico e quindi nessun politico nostrano. Allora l’unica vera scelta di destra al momento è quella di lasciare un messaggio con una azione che si possa definire di destra, nell’attesa che che le cose possano cambiare attraverso l’azione quotidiana di quei militanti che giornalmente si sacrificano. Quando più di un anno fa proponevo un alleanza territoriale completa era proprio questo il messaggio che si doveva realizzare creare una coorte di legionari pronti a dar battaglia. Nessuna pretesa di vittoria, semplicemente un unica trincea in cui tutti i fratelli sono disposti a combattere ognuno con le proprie forze. Questa è stata anche la grandezza delle legioni romane con le coorti, un unico scudo pronto a difendere e un unico gladio con cui offendere. Invece assistiamo ad un desolante spettacolo di vari saltimbanco di questo pseudo centro destra a festeggiare per l’ennesimo +3% o +5% senza aver capito che magari alle prossime elezioni gli stessi elettori possono cambiare schieramento come scegliessero un gusto diverso del gelato. Continuate a festeggiare tutti assieme in allegria e visto che ci siete festeggiate pure perché al confine più a nord d’Italia, cioè al Brennero pure il Partito del Valore Umano ha preso un consigliere, tanto per voi vale la stessa cosa.

G.L. Cerere

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