20 Settembre 2020

Taglio parlamentari, a sorpresa Bonazza(Cpi) per il NO: regnerebbero indisturbati

Bolzano, 25 agosto – Alle elezioni del 20 e 21 settembre, oltre a votare per il nuovo consiglio comunale, i cittadini saranno chiamati a votare anche per il referendum proposto dal Movimento 5 Stelle sul taglio dei parlamentari. Tra le tante voci che si sono alzate da destra a sinistra in favore del SI al referendum, manca però quella di CasaPound che, nelle parole del coordinatore regionale Andrea Bonazza, a sorpresa dei più invita ad un deciso NO contro questa riforma.

Come sempre avviene con il movimento delle tartarughe frecciate però, la posizione contraria al referendum è frutto di un lungo ragionamento iniziato molti mesi fa in cui Cpi ha approfondito le varie tematiche incluse nella proposta grillina e gli scenari futuri che si prospettano per “una nazione da anni orfana di un governo legittimo”.

Di seguito l’analisi del coordinatore di CasaPound sul suo blog WWW.ANDREABONAZZA.INFO

“Al referendum sul taglio dei parlamentari voterò convintamente NO!Tra governi tecnici e accordi sottobanco, negli ultimi anni sta venendo sempre meno il principio di pluralità e democrazia all’interno dei palazzi del potere.
Da destra a sinistra, passando per i 5stelle, i grandi partiti stanno divorando sempre più le voci fuori dal coro della politica italiana.

Con questo referendum spacciato da salvadanaio che prevede la riduzione da 630 a 400 seggi alla Camera e da 315 a 200 al Senato, verranno zittiti completamente tutti quei movimenti come CasaPound che rappresentano un’alternativa concreta al Sistema politicamente corretto.
Si, perché si alzerà la soglia di sbarramento al 5% rendendo più difficile, se non impossibile, l’elezione dei dissidenti che non appartengono ai grandi schieramenti di Centrodestra, Centrosinistra e, guarda un po’, CinqueStelle.
Questi ultimi grillini giocherebbero allora una partita fondamentale ad ogni elezione divenendo l’unico ago della bilancia per una maggioranza di governo.
Cosa significa?
Significa che se i fra-massoni di Casaleggio decidono che dovrà esserci un’altro governo di centrosinistra, questo ci sarà almeno che a destra non si ottenga la maggioranza assoluta. Cosa questa impossibile avendo eliminato tutte quelle componenti alternative ai tre blocchi. Ci troveremo inoltre ad avere la più bassa rappresentanza politica per abitante rispetto all’intera popolazione europea e questo ci farà contare sempre meno ai tavoli dell’UE così come a quelli della geopolitica mondiale.

Nell’ennesima idiozia dei grillini camuffati da Robin Hood, rischiamo quindi di consegnare la nostra foresta di Sherwood direttamente nelle mani dello sceriffo di Nottingham che diverrà ancor più ingordo di poteri e ricchezze non dovendone più spartire con altri. Inoltre, nel referendum così come nelle ultime interviste di Di Maio, non c’è nessun punto referendario su una reale diminuzione di stipendi e vitalizi parlamentari se non l’enorme supercazzola del “una volta vinto il referendum lo faremo”…

Volete capirlo o no che per risolvere l’enorme e vergognoso problema della rapina di miliardi di fondi pubblici non bisogna tagliare i parlamentari ma bensì i loro stipendi?!”

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