20 Settembre 2020

Elezioni2020: la politica altoatesina sempre più sudtirolese

La rubrica di PostaCerere 

Bolzano, 18 agosto – Come ho sempre scritto, io non vedo molta differenza tra i partiti nel mondo di lingua tedesca, tutti quanti hanno una politica economica neoliberista quando tocca gli altri e ad personam quando deve tornare a proprio vantaggio. Che il partito si chiami SVP, die Freiheitlichen, Team K o Südtiroler Freiheit l’impasto da amalgamare è sempre lo stesso. Anche se molti nella destra italiana continuano a credere che ci siano delle affinità tra i soggetti elettorali della destra tedesca e quella italiana, i fatti purtroppo gli danno torto. Non è una mia opinione, ma i fatti lo dimostrano! Quindi forse sarebbe meglio iniziare a prenderne atto e comportarsi di conseguenza. I fatti sono sotto gli occhi di tutti in questa tornata elettorale per l’elezione dei sindaci. Iniziamo da Falzes, dove un ex consigliere provinciale dei Freiheitlichen si candida a Sindaco nella lista della SVP. Andiamo nel paese del nostro presidente della provincia, i Freiheitlichen non si presentano, benché abbiano sempre eletto dei consiglieri, come atto di desistenza per scampare all’eventuale pericolo di una brutta figura. Per completezza c’è da dire che nel paese del nostro presidente non è che la concorrenza sia agguerrita, abbiamo una lista civica storica che si barcamena in un’opposizione più di facciata che sui contenuti, e poi il PD quale unico partito nazionale, insomma sembra di leggere il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati. Questo elenco di opere di desistenza dei Freiheitlichen nei vari comuni altoatesini, anche se non è un contratto sottoscritto, appare come un vero e proprio strumento di appoggio indiretto alla SVP. L’avvicinamento c’è stato da quando Arno Kompatscher è diventato per la seconda volta presidente della provincia. Dopo la batosta elettorale i Freiheitlichen si sono resi conto che una buona parte del loro bacino elettorale coincideva con quello dell’ala economica della SVP capitanata da Arno Kompatscher. Da qui la sconfitta elettorale delle elezioni provinciali e un opera di riflessione sul da farsi. Le prime decisioni reali si vedono adesso. Per contrastare il pericolo giallo, che poi si è auto eliminato al solo prezzo di 600 €, i Freiheitlichen hanno deciso di fare opera di resilienza, e giuro mai parola fu più indicata per loro. Adesso stanno li sul bordo del fiume ad aspettare il primo scivolone della SVP per rosicchiargli qualche altro voto, ma il volto di questo elettorato è sempre lo stesso. Per cui vorrei che si iniziasse nuovamente ad aprire gli occhi e rincominciare nuovamente con quella politica per la difesa del gruppo linguistico italiano dell’Alto Adige senza se e senza ma. Adesso con la ritrovata unità sotto il vecchio cappello piumato della SVP e l’arrendevole tempera dei partiti italiani nei prossimi consigli comunali ci sarà un repulisti incredibile di tutto quello che ricorda vagamente l’Italia. Per essere chiari la mollezza della politica italiana dipende essa stessa dalla mollezza degli stessi italiani, non è che le due cose sono separate. Prendendo esempio dal Black Lives Matter, se prima bastava farsi belli col politicamente corretto, nei prossimi consigli comunali la SVP chiederà di più, forti del fatto di aver una maggioranza incondizionata vorrà il cancel culture completoQuest’idea iconoclasta per cui tutto quello che è italiano in questa terra è da cancellare venne fatto per la prima volta con la cancellazione della Piazza della Vittoria, proprio nel momento di maggior debolezza della politica italiana. Adesso il contesto storico e sociale è simile quindi la strada è spianata. Distratti dalla pandemia e dalla crisi economica i partiti italiani hanno distolto i sensori dagli argomenti vitali di questa terra, cosa che la SVP non ha fatto. Devo dire che come sempre loro sono avanti anni luce e per questo li rispetto come avversari, ma tali sono e tali rimarranno. Per questo non posso far altro che rinnovare ancora per l’ennesima volta il grido di allarme e di preoccupazione che se non si riscopre una vera cultura nazionale in questa terra non c’è futuro.

G.L.Cerere

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