20 Settembre 2020

Lo strapotere dei partiti tedeschi che sottomettono la politica italiana in Alto Adige

La rubrica di PostaCerere 

In campagna elettorale si sa che spesso vengono fatte promesse che non si possono mantenere, solo dei creduloni possono abboccare a siffatte affermazioni elettorali. Fin qui tutto nella norma, ma succede spesso in questa terra, che si travalica il confine con le offese etniche soprattutto tra gli altoatesini di lingua tedesca. Il Walsche per ragioni elettorali viene in un modo o nell’altro tirato fuori e poi giustificato col fatto che non ha una connotazione negativa. A me che abbia una connotazione negativa o meno non me ne frega un cazzo, se non è direttamente rivolto a me, dovrebbe invece interessarsene la magistratura quando riguarda una comunità interachiaro! Il tema politico che io pongo e che più mi preme è il rapporto tra il mondo politico della destra altoatesina di lingua italiana e quella di lingua tedescaIl primo aspetto che bisogna ricordarsi, è che sia la SVP e sia i SÜD-TIROLER FREIHEIT non si autodefiniscono di destra, ma partiti popolari, unico partito che si definisce di una destra liberista sono Die Freiheitlichen. Quindi in Alto Adige abbiamo tre partiti con una espressione etnica ben definita. Il Team K benché si definisca un movimento interetnico, nel quale possono candidare anche persone del gruppo linguistico italiano, fino adesso in Consiglio Provinciale sulle questioni della toponomastica si è astenuto o ha votato assieme alla SVP. Per cui si può indubbiamente definire il Team K una SVP 2.0 dalla faccia pulita, poi le sue politiche economiche ne fanno indubbiamente un partito neoliberista, alla stregua di +Europa della Bonino. Quindi se dovessimo definire i partiti altoatesini di lingua tedesca dalle loro politiche economiche quello che si dimostrerebbe meno di destra sono i SÜD-TIROLER FREIHEIT, tutti gli altri sono veri e propri amanti del mercato libero, quando interessa gli altri, ma dei veri protezionisti quando li danneggia. Per cui che partiti sono? Semplice, non possiamo classificarli con i classici canoni tradizionali a cui siamo abituati, e aggiungo che nel corso della loro storia sono cambiati dalla notte al giorno. Provate a pensare cosa era la SVP di Magnago rispetto a questa di Kompatscher, si è passati dal Sammelpartei al System Südtirol, oppure pensate a cosa erano i Freiheitlichen di Christian Waldner e quelli di adesso di Pius Leitner. In tutti questi anni è indubbiamente cambiato il mondo e con esso anche i partiti. Ciò che mi preme evidenziare è che non necessariamente definirsi di destra in questa terra significa essere amici; se non fosse per le politiche immigrazioniste degli ultimi governi sul banco degli imputati non ci sarebbero gli stranieri, ma bensì noi italiani, ricordatevelo. Non si creda che l’aver un nemico comune significhi avere un alleato fedele o dei compagni di battaglie sinceri. Bisogna sempre diffidare più dai falsi amici che dai veri nemici. Bisogna sempre ricordarsi che Mussolini, proprio per la sua diffidenza che manifestava verso la Germania di Hitler, fece rafforzare dal 1938 il Vallo Alpino, quale sistema difensivo dal nord. Non siamo a quei livelli, semplicemente mi piacerebbe che anche la comunità altoatesina di lingua italiana, proprio come quella altoatesina di lingua tedesca, anteponesse la propria identità in modo da contrapporsi allo strapotere economico e culturale di chi ci ha fino ad oggi governato, sempre senza offendere nessuno.

G.L.Cerere

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