Mar. Ago 11th, 2020

L’avidità politica che distrugge la sanità in Alto Adige

Bolzano, 6 luglio – Il sistema sanitario altoatesino è alla frutta, non nella parte medica e clinica ma nella parte organizzativa. Non si disquisisce sulla professionalità di medici ed infermieri, ma sulla condizione lavorativa in cui questo sistema politico li ha messi. Dopo l’aumento del ticket di 11 €, il prelievo di sangue nei centri prelievi delle sedi periferiche della provincia, dal primo di luglio è possibile solo previo appuntamento. Bisogna prima telefonare e poi presentarsi. Uno potrebbe pensare che sia una procedura anti assembramento per prevenire la diffusione del Covid 19, certo anche questo, ma la vera ragione che ci sta dietro è la perenne carenza di infermieri. Non perché non ce ne siano, ma perché sono sottopagati e oberati di lavoro. Nei centri prelievi periferici cosa succedeva fino adesso; tutti si dovevano presentare al mattino presto e poi aspettare il loro turno per fare il loro prelievo di sangue. I pochi infermieri addetti dovevano smaltire tutti i pazienti fino ad esaurimento, quindi succedeva che gli infermieri erano costretti a fare ogni giorni ore di straordinari per smaltire tutti i pazienti. Logicamente gli infermieri non sono delle macchine, hanno anche loro dei limiti fisici, soprattutto quando si infilano degli aghi su altre persone. A buon ragione gli infermieri si sono lamentati, sia per loro tutela ma anche per la tutela dei pazienti. Ma cosa ha pensato la provincia di fare per ovviare il problema? Di contingentare i prelievi nelle sedi periferiche. Non di assumere altro personale, ma semplicemente di limitare l’accesso tramite prenotazione telefonica e contingentando il numero dei prelievi giornalieri a sede. Per cui adesso tutti devono prima telefonare, con attese telefoniche incredibili, e poi sperare che nella stessa settimana gli venga fatto il prelievo. Invece di semplificare la vita a una popolazione che sta invecchiando, si rincara ulteriormente la dose di burocrazia inutile. La risposta che poi ti da la provincia è sempre la stessa, esiste sempre la possibilità di fare la prenotazione online, certo, un settantenne che settimanalmente deve fare i controlli per il Cumadin te lo vedo io ogni settimana al telefono o davanti al computer a fare la prenotazione. Inoltre a causa di questo numero contingentato, quelli che sono obbligati a fare il prelievo e non trovassero posto si riverserebbero nelle strutture centrali degli ospedali, allungando a loro volta anche i tempi di attesa a Bolzano, Merano e Bressanone. Siamo in presenza di una situazione di profonda crisi di sistema, un System Südtirol che utilizza perennemente come arma di distrazione di massa il pericolo del fascismo e il razzismo.

G.L.Cerere

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