Mer. Lug 15th, 2020

Quel System Südtirol che non cambia nonostante le irregolarità dell’Apartheid altoatesino

La rubrica di PostaCerere 

La domanda che mi pongo sempre quando leggo, guardo o ascolto è sempre la stessa, fino a quando mi ricorderò quello che ho letto, visto o ascoltato? Questa domanda se la dovrebbero porre tutti e sempre all’inizio di ogni momento percettivo o cognitivo perché ne stimola l’apprendimento. Perché questa premessa? Semplicemente perché ogni volta che una persona si reca nella cabina elettorale si ricordi, almeno a grandi linee, un decimo di quello che ha memorizzato nella legislatura appena passata. Gli ultimi casi apparsi sulle cronache dei quotidiani sembrano dimostrare che esiste un System Südtirol, un intreccio di situazioni di conflitto di interesse, che se anche non si possano ritenere illecite di certo danno un’orticaria diffusa. Il caso della gara d’appalto per il trasporto locale, le gare per i lavori per il tunnel di base del Brennero, il caso scaldacollo, il caso mascherine e tute, il caso ex Solland, il caso fondi privati Durnwalder, il caso Energia Berger Laimer e questi sono solo gli ultimi. Un interminabile flusso di denaro che gira dalle casse della provincia, quindi di tutti noi contribuenti, a quelle di imprese o famiglie che sono intrecciate col sistema economico. Se poi si dovesse guardare, magari a volte indagare, sui flussi di milioni di denaro dei piccoli comuni dell’Alto Adige si capirebbe proprio che esiste un System Südtirol. La Guardia di Finanza di solito per capire chi è ai vertici di una organizzazione criminale guarda sempre il punto finale del flusso di denaro. Ecco ogni tanto fare dei controlli non farebbe male, controlli che sembrano inesistenti nella periferia e nei piccoli comuni. Che esista un cosiffatto sistema non mi meraviglia assolutamente, anzi, dato che purtroppo ho una memoria eidetica, ricordo ancora con precisione le facce dei figli degli albergatori del System Südtirol quando più di 30 anni fa, ricevevano la casa dall’opera universitaria, mentre i figli degli operai ne rimanevano esclusi perché avevano il reddito troppo alto. Per non parlare poi di quando alle scuole superiori; da noi almeno una volta all’anno veniva l’esercito a fare la disinfestazione contro le zecche mentre in altre scuole si entrava in pantofole, democraticamente lascio a voi la libertà di capire quali fossero scuole tedesche e quali italiane. Un System Südtirol fatto di arroganza politica e ricatti in nome della presunta discriminazione di una minoranza etnica. Chiunque poi provi a uscire dal coro del conformismo della perfetta provincia autonoma viene subito tacciato di razzista e fascista. Un bagno di umiltà ogni tanto non fa poi così male.

G.L. Cerere

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