2 Dicembre 2020

Per i secessionisti sudtirolesi la colpa COVID19 è tutta italiana, ma l’Austria chiude le frontiere anche a loro

La rubrica di PostaCerere 

A onor di memoria ricordo che durante il congresso SVP a Merano del novembre del 2000, l’Obmann Siegfried Brugger si vantava di aver spremuto i governi D’Alema e Amato come dei limoni, un vanto pari ai trofei di caccia con le corna quando vengono esposti in soggiorno. Adesso c’è il problema della compensazione dei fondi tra il patto di bilancio e i finanziamenti pro Covid da parte della Giunta provinciale con il governo PD-M5S e Italia Viva, ennesimo caravanserraglio di sinistra. Due situazioni simili e guarda caso i pantirolesi dell’Alto Adige in quest’ultimo periodo stanno riproponendo le ennesime provocazioni contro l’Italia. Queste due iniziative nate in contesti diversi si sono riproposte casualmente in simultaneità, neanche parlassero due lingue diverse. Le restrizioni alla libertà e le direttive contro la pandemia sembra che siano colpa, sempre che ci siano responsabilità da imputare, non del governo sostenuto dalla SVP, ma degli italiani in generis. Quindi l’unica mia colpa e di tutti gli altri altoatesini di lingua italiana non è quella di votare un partito o un altro, ma semplicemente di natura etnica o linguistica. Difatti in tedesco la parola Schuld ha il doppio significato di colpa e debito, guarda caso! Inoltre, se la sinistra fosse almeno per una volta coerente con sé stessa dovrebbe sporgere denuncia contro questi per violazione della legge Mancino, dato che qui si fa palesemente apologia del razzismo etnico linguistico, ma invece nulla. Figuriamoci se poi un PM prende l’iniziativa di suo pugno per la violazione dell’art. 241 del codice penale. Politicamente parlando invece la Lega, visto che è pure in Giunta Provinciale, dovrebbe prendere perlomeno una posizione con una proposta categorica di interrompere il flusso di denaro pubblico che va a finire in tutte le casse di quelle associazioni di tale matrice separatista, anche qui nulla. Hanno cambiato carro da troppo poco tempo, il prima gli italiani sembra che vada bene anche per loro solo da Salorno in giù, anche se a mio modesto avviso non hanno ancora capito la differenza tra prima gli italiani o prima l’Italia. Concetto che anche certa destra italiana sembra far fatica a capire e praticare, figuriamoci poi la sinistra globalista. In tutto questo, come sempre accaduto dal dopoguerra in poi, nessuno sembra più interessarsi alla continua pressione e discriminazione che gli altoatesini di lingua italiana vivono quotidianamente. La perenne propaganda fatta dalla giunta provinciale circa la maestosità dei dati macroeconomici fanno mettere sempre in secondo piano la realtà della distribuzione economica territoriale, insomma un dato disaggregato è impossibile trovarlo pubblicato dalla cassa di risonanza dell’ASTAT. La percezione che il sistema dell’autonomia provinciale funzioni alla perfezione è più importante del suo stesso funzionamento, quindi il problema non esiste e tutti quelli che se ne lamentano sono solo dei provocatori. È sempre stato così ovunque, la percezione che il sistema democratico funzioni è sempre stato più importante della democrazia stessa sopratutto in Italia.

G.L. Cerere

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