Lun. Ago 3rd, 2020

USA, antifascisti strumentalizzano rivolte a 5 mesi dal voto – 6 morti e migliaia di feriti

A soli 5 mesi dall’Election Day statunitense, mentre gran parte del giornalismo italiano ci fa vedere unicamente i girotondi pacifisti e accusa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la morte di George Floyd, l’afroamericano ucciso da un poliziotto a Minneapolis lo scorso 25 maggio, altre due persone sono rimaste uccise durante i disordini a Chicago nel settimo giorno di proteste.
Proteste che, se da un lato fanno trasparire lo sdegno per la vile uccisione di Floyd, che con ogni probabilità troverà giustizia in tribunale, dall’altro lato, basta guardare i filmati non censurati sui social per comprendere che negli USA è in corso una sorta di guerra civile razziale tra bianchi e neri,
con bestialità di attacchi in branco contro uomini, donne, anziani e addirittura disabili colpevoli di essere bianchi o difendere il proprio esercizio commerciale.
Dall’inizio dei disordini sono sei le vittime in tutto il Paese ma questo ai media non sembra interessare.
Nelle ultime ore sono proseguiti i saccheggi e le devastazioni, in numerose città sono stati sfregiati i monumenti storici e i dimostranti hanno iniziato ad usare armi da fuoco contro la polizia, coinvolgendo nelle proteste gang di strada multietniche e criminalità comune.


Sempre dai filmati amatoriali girati con i telefonini, è palese come dietro queste rivolte ci sia la regia ANTIFA. Il movimento antifascista facilmente identificabile dagli abiti neri che gode di grandi finanziatori come il magnate George Soros e sta avendo una crescita esponenziale grazie anche all’adescamento di nuovi adepti durante le oceaniche manifestazioni del Friday for Future di Greta Thumberg.
Guarda caso però, sempre propensi a strumentalizzare gettando benzina sul fuoco, nel corso della legislatura Obama del Partito Democratico della sinistra americana che aveva registrato ben 509 afroamericani uccisi dalla polizia solo nel 2016, in America non vi erano stati gravi disordini, i gruppi antifascisti non protestavano e la comunità nera si limitava a manifestazioni di dissenso.
Ad oggi invece, con gli USA a guida sovranista di Trump, in pochi giorni le rivolte hanno portato a imporre il coprifuoco in almeno 40 città e sono 26 gli Stati americani che hanno attivato la Guardia nazionale.
La sinistra americana quindi, supportata dai media e dai globalisti di mezzo mondo, sta continuando a fomentare le pericolosissime rivolte per accollare a Trump la devastante situazione nel paese col fine di portarlo alle dimissioni.
Il presidente Donald Trump in risposta, ha minacciato di inviare l’esercito per reprimere i disordini e ha dichiarato che: “il presidente ha il diritto di difendere il suo Paese e di proteggere la sua nazione. Dobbiamo garantire giustizia per l’uccisione di George Floyd, ma non possiamo lasciare il Paese in balia di una massa violenta. La sommossa deve finire”.
“Queste non sono più proteste – ha poi dichiarato Trump – questi sono atti di terrorismo. Sconfiggeremo i gruppi Antifa che istigano alla violenza. L’America è basata sullo Stato di diritto: è questa la chiave della nostra prosperità”.

Lungi da me erigermi a difensore degli Stati Uniti o della polizia americana, ma basta scoprire le carte per accorgersi quanto sia chiaro che negli USA è in corso una guerra politica mossa dalla sinistra globalista contro il governo sovranista di Trump e che, a farne le spese, ancora una volta sia il popolo ignaro, bianco, nero, giallo o cicano che sia, ma sballottato pericolosamente nell’ennesima lotta di classe di una sinistra che, ormai ovunque, ha adottato la politica dell’odio e del dividi, et impera.

Andrea Bonazza 

Dopo solo mezz’ora dal caricamento su YouTube, il video-denuncia di Andrea Bonazza è stato rimosso in quanto, a detta del tubo multimediale, violava gli standard della community. Frase questa già letta e riletta da tutti coloro che sui social manifestano un pensiero fuori dal coro mediatico, tra cui noi de La Vedetta d’Italia. Già bannato ed eliminato svariate volte da Instagram e Facebook, con una causa giuridica ancora in corso, questa volta Bonazza ha trovato anche la censura di YouTube trovandosi costretto a ricaricare il video incriminato sul suo seguitissimo blog www.andreabonazza.info

Al fine di contrastare la censura e darvi la possibilità di vederne i contenuti – avvertendovi delle immagini forti in esso racchiuse – pubblichiamo qui il video di Andrea Bonazza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *