Mar. Giu 2nd, 2020

In pandemia a Bolzano lo sport è vietato ma si paga comunque

Il Comune di Bolzano batte cassa? EH Sì. Incredibile. Altro che sostegno alle attività della società sportive oggi costrette alla chiusura obbligata causa emergenza sanitaria: il sindaco Caramaschi, denunciano i consiglieri provinciale di Fratelli d’Italia – L’Alto Adige nel cuore, Alessandro Urzì e il consigliere comunale Alessandro Forest, manda in giro lettere per chiedere a queste società sportive bolzanine di aprire il portafogli e di pagare, subito. L’iniziativa, sorprendente, lascia profonda amarezza e nasce dai contratti di concessione dei campi sportivi comunali alle società più attive a livello locale per svolgerci servizi di interesse collettivo.

Come dire: ti do il campo e quindi ti copro le spese di gestione perché stai svolgendo un servizio di interesse per la cittadinanza, organizzando attività, garantendo allenamenti, campionati…

Ecco il dunque: alle società è arrivata la lettera con cui in modo solerte l’amministrazione del sindaco Caramaschi comunica che “verranno decurtati proporzionalmente i corrispettivi di gestione” per i mesi di sospensione obbligata delle attività causa Coronavirus.

Insomma, chiede indietro i soldi quasi che le società non avessero comunque fatto su di esso affidamento per la programmazione annua.

La pandemia blocca le attività sportive? Prima ancora di mettersi a pensare a come fare a sbarcare il lunario a chi non ce la fa Caramaschi si veste da esattore delle tasse e va a recuperare le quote delle mensilità “non godute” per la gestione dei campi sportivi.

Burocrazia cieca, soldi ovviamente, rabbia da parte delle associazioni e società sportive sulle quali dopo la ripartenza incomberanno peraltro oneri enormi dal punto di vista della riorganizzazione delle attività e dei servizi che comunque avranno una finalità sociale e su cui Bolzano comunque conterà.

No, nessun ringraziamento, solo la richiesta di affrettarsi a fare il bollettino postale per un fermo delle attività che non è certo responsabilità delle associazioni e società.

Il caso, indagheremo ora, sicuramente ha riguardato il Comune di Bolzano e le principali società sportive cittadine ma vorremo sapere (con interrogazione in Provincia) se lo stesso è accaduto in tutti i comuni della nostra provincia dove gli impianti sono pure in concessione: tutti i sindaci come Caramaschi chiedono indietro i soldi alle società sportive locali che gestiscono le loro strutture per i mesi di fermo o è una incredibile solerzia solo del sindaco del capoluogo?

Il consigliere comunale Alessandro Forest chiederà al Comune di rivedere questa zelante disposizione ricordando che è paradossale che proprio nel momento in cui per l’emergenza i comuni potrebbero spendere denari per attività di interesse sociale quello di Bolzano invece i soldi li chiede indietro alle incolpevoli società su cui a breve ricadranno responsabilità di interesse collettivo enormi. Invece di un grazie insomma un bel bollettino postale da pagare subito.

Sulla questione interviene anche il gruppo consiliare di CasaPound Bolzano: “ci auguriamo una repentina marcia indietro dell’assessore allo sport Angelo Gennaccaro – dichiara il consigliere comunale Andrea Bonazza, membro della commissione Sport – Più volte in questi anni ho ribadito in commissione la necessità di abbassare i prezzi delle strutture sportive comunali per le associazioni che formano, allenano e tolgono dai pericoli della strada i nostri ragazzi. Oggi, in un momento di crisi difficile per tutti i settori della nostra società, il ricco Comune di Bolzano arriva addirittura a richiedere, come il peggior usuraio, gli affitti di campi e palestre inutilizzati da oltre un mese anche e soprattutto per volontà delle istituzioni.”.

“Quanto affermato dal consigliere Forest – conclude Bonazza – è un fatto gravissimo e ci uniamo da subito al coro di protesta chiedendo spiegazioni all’assessore Gennaccaro e al Sindaco Caramaschi”.

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