Dom. Lug 12th, 2020

Coronavirus e restrizioni non rispettate nelle valli altoatesine

La rubrica di PostaCerere 

Bolzano, 12 aprile  – Molti di voi ieri avranno visto (ne è stato parlato pure sul TGR3 regionale) o sentito del Flashmob per l’autoresponsabilità per le misure restrittive del Covid 19. Ma di cosa si tratta realmente? Si perché a sentire l’opinione del mainstream omologato tutti avranno pensato che era una cosa ottima. Ma facciamo un piccolo sunto per capire invece i retroscena che ci stanno dietro. Quando sono entrate in vigore le prime norme restrittive che limitavano la circolazione delle persone tramite i D.P.C.M., i reati che si commettevano nel trasgredire tali norme ricadevano nel codice penale. Come molti avranno potuto constatare a loro spese non si trattava solo di una semplice multa, ma di una ammenda, quindi materia penale con tutto quello che ne consegue. Avvocato, comparizione davanti ad un giudice, sentenza, ecc., poi l’ammenda poteva variare da caso a caso dipendeva da quale reato veniva commesso. Dopo tale D.P.C.M. si sono resi subito conto della cazzata che hanno fatto, si perché questo significa riempire i tribunali di cause minori. Allora il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha modificato il decreto, delegando una serie di specifiche per la limitazione alla libertà di circolazione ai presidenti delle Regioni e qui da noi al presidente della Giunta Provinciale Arno Kompatscher. Adesso avete capito un pochino il perché di tutte queste innumerevoli modifiche nell’autodichiarazione per gli spostamenti. Questo cosa ha significato? Che per una serie di infrazioni si ricade ancora sotto il codice penale, ma per le altre, quelle deliberate dai rispettivi presidenti delle regioni o province si ricade adesso nel codice civile, quindi si tratta solo di sanzioni amministrative e che per fare ricorso è sufficiente rivolgersi al Presidente della Giunta Provinciale e non comparire in tribunale. Facciamo degli esempi per capirsi, se io nell’autodichiarazione ai sensi dell’46 e 47 del D.P.R, n.445/2000 dichiaro il falso rientro nel codice penale sempre, ma se nella stessa dichiarazione dichiaro lo spostamento indicando una situazione di necessità che corrisponde al mio spostamento, quindi veritiera, ma dagli agenti che fanno l’accertamento non viene considerata di necessità, prima dell’Ordinanza del Presidente della Giunta Provinciale era un reato penale dopo invece è diventata una semplice sanzione amministrativa di 208€ con possibilità di fare ricorso direttamente al Presidente della Giunta Provinciale. Difatti fin quando valeva il D.P.M. i soldi incassati andavano direttamente al Ministero dell’Interno dopo tale ordinanza vanno direttamente in un conto aperto dalla Provincia. Nel lasso di tutto questo tempo in Italia c’erano ovunque manifestazioni di comunanza collettiva, tricolori sui balconi, Flashmob con canzoni e altro, insomma si cercava di esorcizzare la restrizione coattiva della libertà personale con forme di aggregazione comunitaria; in Alto Adige questo purtroppo non succedeva, o se succedeva era limitato nei centri urbani. Nelle zone rurali e sui paesi di montagna la situazione era completamente diversa e la limitazione della libertà personale veniva vista come un sopruso imposto da Roma, quindi veniva vissuto in modo completamente diverso, si faceva leva sulla libertà personale e sulla possibilità di avere grandi spazi a disposizione per fare quello che si voleva. Solo ieri, 11 aprile 2020, io ho visto personalmente persone in giro in Mtb, persone con zaino in spalla che andavano a camminare in montagna, gruppi di tre che andavano a correre, ecc., insomma alla libertà personale non si può rinunciare soprattutto se riguarda alcuni gruppi limguistici, considerati dal secondo dopoguerra in poi, più speciali di altri. In tutto questo percorso di cambiamenti normativi intanto le forze dell’ordine cercavano di fare il loro lavoro applicando le leggi che venivano cambiate quasi ogni giorno. Tra i compiti attribuiti alle forze dell’ordine c’è anche quello di irrogare le sanzioni previste dagli ultimi decreti alle persone che trasgrediscono la legge e qui sono iniziati i primi problemi, soprattutto nei paesi di montagna dove ancora oggi i Carabinieri e tutte le forze dell’ordine vengono percepite come l’organo italiano che vuole reprimere la specificità di questa terra. Basta leggere sul giornale online www.unsertirol24.com/2020/04/06/uebereifrige-carabinieri-ich-bin-noch-nie-so-zusammengeschissen-worden/ cosa è successo a Fiè allo Sciliar, ogni mio commento è superfluo, ma vi invito a leggere i commenti sotto l’articolo. Come notate la data di quanto è accaduto è stata prima che intervenisse la circolare del Presidente della Giunta Provinciale del 6 aprile 2020, dal titolo: Applicazione delle sanzioni amministrative derivanti dalle ordinanze presidenziali contingibili e urgenti. Questo è quando accaduto a Fiè allo Sciliar paese natale del del Presidente della Giunta Provinciale, ma non è da escludere che possa essere successo in altri paesi dell’Alto Adige. E veniamo qui adesso al tam tam diffuso sui social di lingua tedesca che invocava al Flashmob di ieri 11 aprile 2020 alle ore 18. Il testo a scanso di equivoci diceva, lo riporto nella lingua con cui è stato scritto e presumibilmente pensato:

Flashmob für die Eigenverantwortung. Ich hab großen Respekt für die Opfer des Corona und finde, dass die Verbreitung des Virus unbedingt eingeschränkt werden muss, nur an der Art und Weise, WIE es vom Staat und Land gemacht wird, überzeugt mich nicht mehr. Ich bin nicht Überzeugt an der Entmündigung der Bürger durch Ministerpräsident, Landeshauptmann und Bürgermeister, an der Einschüchterung der Menschen durch die Polizeiapparate, an der ganzen Zettelwirtschaft und notwendigen Rechfertigung; dass wir uns in engen Gassen tümmeln müssen, während die Parks geschlossen sind, dass die Kinder draußen nicht spielen dürfen und dass ich bei frühlingshaften Temperaturen statt frischer Luft zu atmen einen Mundschutz/Halstuch tragen muss. Das alles unter Androhung saftiger Strafen. In Namen der Eigenverantwortung für die Bürger rufe ich zum Flashmob am Samstag 11.April um 18 Uhr auf: Geht alle auf die Straße zeigt euch! Der Flashmob muss innerhalb des gesetzlichen Rahmens stattfinden, also haltet die 200 m von eurem Wohnort ein, haltet 3 m Abstand zu euren Mitmenschen , und legt das Halstuch/Mundschutz an. Leite die Nachricht bitte weiter und komm auch DU! Um ein Zeichen zu setzen, denn das nächste Dekret wartet schon in der Schublade SAMSTAG 11.April 18 Uhr. 

Non traduco onde essere tacciato di essere di parte. Ora capite adesso anche voi cosa si sarebbe potuto celare dietro questo Flashmob, le interpretazioni e le modalità di adesione potevano avere la più disparata motivazione. Ogni altro commento lo lascio a voi e adesso con l’annuncio che a breve verranno sciolte ancora di più le briglie sarà ancora più difficile per le forze dell’ordine fare il proprio lavoro per il contenimento degli spostamenti, che al momento sembra essere l’unico modo per salvare la vita alle persone fragili e al personale sanitario. L’arroganza con la quale si vuol anteporre il proprio egoismo personale, il proprio narcisismo e la propria specifica genetica di alcune persone di questa terra non mi appartiene. Io amo l’Italia, e se mi dicono che per salvar questa nazione devo stare a casa, senza il bisogno di nessun decreto sto a casa, perché la mia etica e la mia morale me lo dice, come l’etica e la morale e l’amor patrio ha portato i nostri nonni al fronte senza egoismi vari, hanno dato un bacio alla mamma e via per sempre!

G.L.Cerere

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