Mar. Giu 2nd, 2020

La politica che cambia e il “populista” Giuseppe Conte

La rubrica di PostaCerere 

Come molti di voi ieri sera, ho visto la conferenza stampa del Capo di Governo Giuseppe Conte riguardo le ulteriori misure di contenimento del virus e le trattative a livello europeo per combattere questa crisi economica. Molti magari si immagineranno un commento negativo, invece no, per la prima volta devo ammettere che Giuseppe Conte mi ha sorpreso, non per il contenuto delle parole, ma per il tono e l’autorità delle parole dette. A scanso di equivoci vi dico che nei contenuti non sono per nulla d’accordo sulla parte economica, fosse per me l’EX-IT sarebbe già stata fatta in tempi non sospetti, adesso è politicamente un suicidio. Sono stato positivamente colpito invece per la prima volta perché ho visto un capo di governo politicamente scorretto con l’opposizione e con alcuni paesi europei. In una conferenza stampa televisiva sui canali nazionali in orario pre serale il Capo di Governo, sostenuto da Pd e M5S e Italia Viva, ha attaccato i due leader dell’apposizione Matteo Salvini e Giorgia Meloni, con nome e cognome, accusandoli di diffondere fake news. Non lo trovate anche voi fantastico come lo trovo io, si perché rifletteteci bene, quello che ha fatto Conte è aver aperto un portone con un ariete e adesso non si può più riparare e nemmeno richiudere. Quello che ha fatto è indiscutibilmente aver legittimato tutti quei comportamenti simili anche in futuro. Nulla potrà mai essere più come prima. Il politicamente scorretto potrà entrare preponderatamente in tutta la politica. Accusare l’opposizione di demagogia senza confronto o contraddittorio e a reti unificate sarà da ora in poi sempre possibile. Il piglio col quale ha mostrato tutta questa fermezza è dovuto principalmente a due aspetti fondamentali; uno è che non è un politico eletto in una lista e due perché sa sin d’ora che non potrà più rivestire quella carica perché i due partiti che lo sostengono non saranno di certo pronti a sostenerlo per un secondo mandato. Per cui in mezzo a questa crisi si gioca tutte le carte che ha a disposizione, anche quella dell’arringa da avvocato. Ha il merito di aver alzato i toni in questa mosceria diffusa, ci mancava solo che gli scappasse la parola EX-IT e la frittata sarebbe stata fatta, ma da buon giurista ha posato i termini e i toni nel modo corretto, anche il pugno sul tavolo quando parlava di europa è stato un gesto di grande maestria programmata. Ma torniamo al portone che ha aperto. I prossimi capi di governo indipendentemente dal colore politico si potranno relazionare direttamente al popolo con monologhi e dirette streaming facendo leva sulla politica della pancia dei cittadini. Questa cosa fino a poco tempo fa l’avrebbero chiamata populismo se non addirittura fascismo, però adesso non potranno più farlo perché esiste un precedente fatto da uno che non si può definire di certo populista o fascista, da un democratico per eccellenza, Giuseppe Conte. Tutti questi anni di discussioni per le diverse riforme elettorali si sono volatilizzate in una serata, ora coi fatti si è dimostrato che la repubblica presidenziale sia la vera e unica scelta per l’Italia. Di certo una riforma che la destra ha sempre amato, e che adesso a maggior ragione dovrebbe riproporre diciamo d’ufficio, visto che si è già materializzata nei fatti. Diciamo che dopo l’exploit di ieri sera tutti sappiamo con certezza che adesso il prossimo capo di governo eletto, quando ci permetteranno di votare, sarà indubbiamente uno che farà del politicamente scorretto la sua arma vincente, e guardate bene non ha nulla a che fare con il colore politico che rappresenta. Il politicamente scorretto come archetipo della politica di questo millennio, mi piace… lo vedi, lo sai, non temo più il tempo.

G.L.Cerere

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