23 Settembre 2021

Foibe, CasaPound ricorda i martiri a Bolzano, Trento e Riva del Garda

Bolzano, 10 febbraio – Con manifestazioni e cortei in regione che si svolgeranno tra il 9 e il 10 febbraio, anche quest’anno CasaPound ricorda i connazionali trucidati dai partigiani titini alla fine della seconda guerra mondiale.

“Essere italiani era l’unica ‘colpa’ delle vittime del genocidio messo in atto da Tito – spiega CasaPound in una nota – una vera e propria pulizia etnica che ha visto decine di migliaia di italiani assassinati, torturati, gettati, anche vivi, nelle foibe, e poi, per 50 anni, ignorati dai libri di storia e dimenticati dalla loro stessa Nazione. Ma l’identità di un popolo non può essere cancellata con il sangue o annientata con l’esilio. E per ricordarlo CasaPound Italia organizza una serie di iniziative in tutta Italia: nella settimana che va da sabato 4 e sabato 11 febbraio cortei, fiaccolate, conferenze e presidi sono in programma in decine di città italiane, da Bolzano a Siracusa”.

“Da 10 anni a questa parte – conclude CPI – ci mobilitiamo in tutta Italia perché questa tragedia non venga dimenticata, e perché il “Giorno del Ricordo” non sia solo una data sul calendario, ma possa vedere italiani di tutta la penisola ricordare i loro fratelli trucidati, anche per ribadire che l’identità di un popolo e di una nazione nata in trincea non si cancella col sangue, né con le censure sui libri di storia”.

Questi gli eventi organizzati da CasaPound in tutta Italia in Trentino Alto Adige

Bolzano: domenica 10 febbraio corteo con assembramento alla Piazzetta Marcella Casagrande, all’incrocio tra via Palermo e viale Europa alle ore 17:00. Il corteo attraverserà le vie Dalmazia, Firenze, San Quirino e Fiume, per commemorare i Martiri dinnanzi alla stele dedicata agli esuli giuloano-dalmati.

Trento: sabato 9 febbraio alle ore 20.30, commemorazione alla targa di Largo Pigarelli.

Riva del Garda: sabato 9 febbraio alle ore 18.00 commemorazione a Largo Caduti delle Foibe.

Prevista a Trento anche la contromanifestazione negazionista, volta a giustificare i partigiani titini, delle sigle antifasciste di sinistra e centri sociali, autorizzata da questura e comune nonostante il rischio scontri e la sacralità de la giornata del Ricordo.

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