26 Giugno 2022

Foibe: l’italianita dell’Istria ci obbliga a non dimenticare

Bolzano, 21 gennaio  – Domenica 10 febbraio 2019 nella Giornata del Ricordo, come ogni anno si svolgerà per le vie di Bolzano un corteo per ricordare l’esodo fiumano, dalmata istriano, ma soprattutto i morti civili massacrati dai partigiani titini. Istria, Dalmazia, e Litorale Fiumano non hanno bisogno di molte giustificazioni per ricondurne l’identità storica alla madre Patria Italia. Come si suol dire in dialetto istroveneto “le piere xe parla talian” (le pietre si parlano in italiano). Basta girare per le città storiche come Rovigno, Pola, Abbazia, Fiume, Zara, Salona, Traù, Ragusa fino alle bocche del Cattaro per ammirare una miriade di ville e arene romane, fino ai più recenti Leoni di San Marco impressi in molti angoli di edifici, ma poi l’architettura, la prosa, i letterati, una storia che parla indiscutibilmente la lingua di Dante e i dialetti riconducibili all’Italia. Un italianità storica riconquistata colorando di rosso le bianche rocce del carso. Gli stessi italiani di Istria e Dalmazia combatterono durante il primo conflitto mondiale per il Regno d’Italia, morendo su tutti i fronti del conflitto, come fece Giovanni Grion, morendo eroicamente sull’altopiano di Asiago. Un eroe ai molti sconosciuto, ma mai dimenticato dai suoi concittadini che nel 1918 gli dedicarono il nome alla squadra di calcio di Pola. La famosa squadra F.G. Grion di Pola militò per molti anni nelle diverse categorie del campionato di calcio italiano, assieme a molte altre squadre come la Fiumana, la Dalmazia (nata come atletica Zaratina), Calcio Spalato, ecc., una miriade di società sportive che scandivano la quotidianità della vita in quelle terre redente. Una normalità di una terra italiana che venne strappata alla madre patria trucidando e massacrando decine di migliaia di inermi civili e attuando una politica della paura che fece si che centinaia di migliaia di cittadini italiani abbandonassero quelle terre natie. Un orrore che noi non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo mai dimenticare. Per questo ogni anno, nella Ricorrenza della Repubblica Italiana denominata Giornata del Ricordo, CasaPound organizza una fiaccola per le vie cittadine di Bolzano che portano ancora il nome di quelle terre, Via Dalmazia, Via Fiume, per non dimenticare lo strazio e il dolore che quelle famiglie hanno sofferto. Col mito dell’Europa senza confini, ci vogliono far dimenticare quale è stato il nostro glorioso ma anche sofferente passato, ma c’è chi non ci sta, crediamo in quei valori e ideali per cui migliaia di giovani volontari italiani si sono sacrificati per ricondurre la nostra amata patria ai confini storici e naturali che, Dante, in un passato non sospetto, aveva fermamente affermato nella Divina Commedia: “Sì come ad Arli, ove Rodano stagna, sì com’a Pola, presso del Carnaro ch’Italia chiude e suoi termini bagna,” (Inferno, Canto IX, 113-114).

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