25 Giugno 2022

Sindacati sull’orlo di una crisi identitaria – sempre più politici

Tione, 18 Gennaio – In questo periodo storico, vediamo come la Triade Sindacale CGIL,CISL e UIL cerchi sempre di più, di arrampicarsi sugli specchi.
Vediamo come le loro ire e preoccupazioni, si fanno sempre più sentire per le manovre sbagliate di questo governo (a sentir loro). Credo che la loro vera preoccupazione è il numero dei tesserati che in questi ultimi anni, stanno perdendo per strada.

Negli ultimi governi passati, le uniche manifestazioni che hanno organizza a livello unitario sono state; la fiaccolata a piedi nudi per i migranti ed i presidi sotto i palazzi istituzionali per il Femminicidio. Possono anche essete argomenti importantissimi, ma non certo per il sindacato. Il sindacato è tutela del lavoro e dei lavoratori.

Legge Fornero; è passata senza smuovere le masse nelle piazze.
Abolizione Art.18; è passata senza smuovere le masse nelle piazze.
Ne potremmo aggiungere altre, ma queste due qui elencate, sono state la rovina massima nel mondo del lavoro e dei lavoratori.
La Triade cosa ha fatto?
Nulla.
Perché? Perché non ha più quella forza contrattuale che aveva negli anni del boom lavorativo.

Dicono che si occupano del sociale e allora gli chiedo: oltre che manifestare a piedi nudi per gli immigrati che morivano nel mediterraneo, perché non manifestano per i terremotati abbandonati al loro destino?

Perché non si vedono più quelle manifestazioni popolari di piazza, per un’azienda che chiude?
E perché non si vedono più manifestazione per la messa integrazione di lavoratori in un’azienda?

La risposta è facile.
I lavoratori sono stufi di essere presi in giro da CGIL CISL e UIL, non hanno più intenzione di perdere soldi (perché lo sciopero costa) e non ottenere nulla.

Nel mondo sindacale, girano troppi soldi, ci sono ancora troppe tessere che portano nelle loro casse milioni di Euro.
Ecco forse è proprio questo il motivo del loro poco impegno.

Una volta che vedranno le loro casse prosciugarsi per mancanza di tesserati, forse sarà proprio in quel momento che si rimetteranno in riga per fare gli interessi dei lavoratori.

Andrea Cipolla

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