25 Giugno 2022

Alberi mangiano smog ma il Comune di Bolzano ne taglia 178 – CasaPound attacca Lorenzini

Bolzano, 16 gennaio  – Nel corso della seduta del consiglio comunale di ieri sera, in occasione di un articolo31 presentato a dicembre dal centrodestra, che chiedeva di discutere a proposito del traffico cittadino e dei futuri divieti per i mezzi a diesel, CasaPound ha ‘sgridato’ nuovamente l’assessore alla mobilità Marialaura Lorenzini, per non aver mai preso in considerazione l’aiuto che danno gli alberi in questo frangente.

Arrivando addirittura a tagliare la cifra di 178 alberi nel solo 2018, come riportato anche dal consigliere del PSI Claudio Della Ratta, Lorenzini si sarebbe guadagnata il primato di assessore responsabile della giunta comunale che ha tagliato più piante nel capoluogo altoatesino. Il consigliere di Cpi Andrea Bonazza ha spiegato all’assessore dei Verdi che esistono alberi ‘mangia smog’ che “sono sicuramente più utili dei suoi semafori e del suo metrobus” e che, come gli aceri, hanno la capacità di eliminare fino a 4 tonnellate di CO2 in 20anni. Per l’assessore di sinistra però sembra non esistano ragioni. “Per farle comprendere meglio come funziona questo meccanismo naturale, magari regalerò all’assessore una bella pianta carnivora” ha risposto Bonazza ironizzando.

La breve spiegazione del consigliere di Cpi sembra non aver convinto però la maggioranza e, oggi, CasaPound ha consegnato una mozione che impegna il Comune a piantare in parchi, rotonde, piazzole, ma anche su terrazze e giardini privati mediante incentivi, il maggior numero di alberi cosidetti mangia smog, ovvero piante in grado non solo di catturare l’inquinamento delle autovetture, ma anche di abbassare la temperatura dell’ambiente in cui si trovano durante i mesi più caldi. Come spiega Bonazza sottolineando di non aver certo scoperto l’acqua calda, in un recente studio di Coldiretti presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio, è stato reso noto che determinati alberi posti nei parchi urbani o nei giardini dellle nostre abitazioni, riescono a rimuovere dall’aria migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come, è il caso delle metropoli e delle città maggiormente inquinate, le polveri PM10 che ogni anno in Italia causano circa 80.000 morti premature.

Al primo posto della classifica di Coldiretti troviamo l’Acero Riccio, che può raggiungere un’altezza di 20 metri. Ogni albero di Acero Riccio è in grado di assorbire fino a 3800 chili di CO2 in 20 anni e ha un’ottima capacità complessiva di mitigazione dell’inquinamento e di abbattimento delle isole di calore negli ambienti urbani. Con 3100 chili di CO2 aspirate dall’aria, troviamo poi il Cerro, la cui altezza può raggiungere i 35 metri, e la Betulla verrucosa, in grado di crescere sui terreni più difficili e in antichità considerata albero sacro per i Celti e le tribù germaniche. Evidentemente però la betulla non è così sacra per le amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi anni; come ha raccontato in aula l’esponente delle tartarughe frecciate, la maggior parte di questi esemplari sono stati infatti eliminati dal territorio cittadino e, come dichiarato dall’assessore Lorenzini in aula, la motivazione sarebbe quella delle allergie. Secca la risposta di Bonazza: “Sicuramente preferisco uno starnuto in più oggi che mali ben più gravi un domani”. Continuando la classifica Arborea troviamo il Ginkgo Biloba, un antichissimo albero le cui origini risalgono al Paleolitico (250 milioni di anni fa) e che, oltre ad assorbire 2800 chili di CO2 in 20 anni, esso garantisce un’alta capacità di barriera contro gas, polveri e afa e ha una forte adattabilità a tutti i terreni compresi quelli urbani. Arrivano poi il Tiglio nostrano o selvatico, il Bagolaro, l’Olmo, il Frassino e lontano.

“Di fronte all’evidente cambiamento del clima non possiamo solo continuare a rincorrere le emergenze con divieti e costosissimi quanto fallimentari progetti di viabilità – continua CasaPound – ma dobbiamo intervenire in modo strutturale e naturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato capace di catturare lo smog. Le piante concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi, offrendo alla città le corrette armi per affrontare le future battaglie contro l’inquinamento” conclude il patriota ecologista.

Picchio Romano

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