26 Settembre 2021

Quell’immigrazione che non si ferma nonostante i selfie di Salvini

Bolzano, 27 dicembre – La sbornia calorica delle feste del solstizio d’inverno 2018 sta per concludersi, come era prevedibile tra un post e l’altro del nostro Ministro degli Interni tutti sembrano essersi dimenticati dei problemi reali. Noi no! Dato che sono all’ordine del giorno risse tra immigrati, apertura di centri freddo, accattonaggio molesto presso mercatini vari, sporcizia e urinatoi a cielo aperto, come possiamo far finta di non vedere questo e sentirci buonisti? Noi viviamo nel reale, non nel mondo parallelo fatto di post e like, fatto di favole di cenerentola e di retorica di cattivo gusto. Giornalmente siamo in strada a vedere se le politiche dei nostri politici funzionano, ed è evidente che non funzionano. Il Ministro degli Interni ha bloccato gli sbarchi delle ONG sulle coste italiane e di questo bisogna darne atto, ma bisogna anche capire che se abbiamo circa tra i 120.000 e 130.000 immigrati in meno che sbarcano ne abbiamo ancora più di 500.000 che entrano per via terra e in futuro ne entreranno ancora di più. Nessuno vi ricorderà questo, nemmeno il Ministro Salvini, ripeteranno all’infinito solo che gli sbarchi sono diminuiti. Nessun politico e soprattutto nessun Ministro si è finora preoccupato di come non farli arrivare, nella migliore delle ipotesi hanno fatto solo degli accordi bilaterali per i rimpatri, che sono rimasti solo sulla carta. In parole povere il problema immigrazione lungi dall’essere stato risolto, ha semplicemente spostato la polvere sotto il tappeto. Inoltre chi vi dice che l’immigrazione è un problema globale che un solo singolo stato non lo può risolvere, mente sapendo di mentire, perché abbiamo l’Australia li ad esempio a dimostrarci il contrario. Solo che l’Italia ha un’altra conformazione orografica diversa dall’Australia per cui necessita di soluzioni differenti. I problemi per l’Italia al contrario dell’Australia sono due, i confini marittimi e i confini terreni, ma non solo, per CasaPound è importante limitare le ragioni delle partenze dai paesi di origine o dai paesi di transito. Per fare questo c’è bisogno di una serie di interventi coordinati con un ingente impegno di uomini e risorse, perché benché ne dicano gli altri, sappiamo anche noi che la chiusura delle frontiere non è la soluzione, ma solo una risposta. La soluzione sta nei paesi di origine. Paesi di origine che per loro stessa storia e natura necessitano a loro volta di soluzioni distinte e differenti, ma col denominatore comune che ovunque deve aumentare il benessere sociale in modo diffuso. Ogni volta che vengono fatte proposte reali e concrete c’è sempre chi accusa Cpi di dare risposte neo colonialiste. Soprattutto da parte di quella pseudo sinistra radical chic che vuole continuare a sfruttare i popoli del terzo mondo con la loro finanza e depredandoli delle risorse.

Gli stessi che sponsorizzano le ONG, sono quelli che hanno maggiori interessi in Africa e in Medio Oriente. Poi ci sono gli stessi stati europei che con il loro passato coloniale continuano a seminare zizzania, pur di mantenere la loro egemonia nelle loro ex colonie. Abbiamo bisogno di riappropiarci di una politica estera come Italia; l’abbiamo lasciata per troppo tempo nelle mani di una fallimentare politica estera europea. L’Europa non è mai stata in grado di dare una risposta univoca, e ogni singolo paese ha agito a modo suo, basti guardare come si è comportata la Francia con la Libia per il petrolio e in Niger per l’uranio, per non parlare poi della Germania con la Siria. Vogliono continuare a far si che l’Italia rimanga una situazione geografica senza potere, come unico luogo di invasione a controllo della finanza straniera. CasaPound non ci sta a questo gioco al massacro di popoli e persone nel nome del neoliberismo, vuole nel concreto che le persone non soffrano, non solo adesso come fanno tutti i perbenisti, ma 365 giorni all’anno.

G.L. Cerere

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