20 Settembre 2020

Altro che prodotti altoatesini, ancora merci straniere al Mercatino di Natale di Bolzano

Bolzano, 03 dicembre – Come ogni anno, con l’arrivo del Mercatino di Natale, arrivano anche le polemiche ad esso legate. Il gruppo consiliare di CasaPound ha depositato in Comune una mozione riguardante le concessioni delle casette e la provenienza delle merci in vendita al Mercatino di Natale del capoluogo altoatesino.
“Le concessioni delle casette – commenta il consigliere di circoscrizione a Don Bosco, Sini Michael – sono a nostro avviso poco chiare. Le assegnazioni vengono stabilite dopo opportuna domanda e susseguente graduatoria, dalla commissione del Mercatino di Natale composta dal direttore dell’Azienda di Soggiorno e da due esperti nominati dalla provincia e dalla Camera di Commercio”. “Purtroppo – aggiunge Sini – da anni vediamo le casette del Mercatino assegnate agli stessi noti commercianti, alcuni dei quali hanno anche più stand, come nel caso di un famoso imprenditore del centro storico che negli ultimi anni vanta addirittura tre casette a lui riconducibili ma con partite IVA differenti”. “Quindi – conclude il consigliere – chiediamo che le assegnazioni vengano discusse dal consiglio comunale e non più solamente dall’Azienda di Soggiorno che potrebbe essere compromessa nei favoritismi ad alcuni commercianti. Dobbiamo dare spazio a tutti coloro che, producendo in loco, aspettano da anni invano una bancarella nella zona di piazza Walther”.
“Su alcune bancarelle – interviene il consigliere di Cpi Andrea Bonazza – vi sono ancora una volta merci non riconducibili alla tradizione altoatesina e di provenienza o fabbricazione estera. Chiediamo altresì che ogni singola merce sia controllata dalla commissione del Mercatino di Natale e in possesso di apposita documentazione che ne attesti la provenienza dal nostro territorio. Come già CasaPound ha affermato più volte in Municipio, battendosi con mozioni e interventi mirati in consiglio e nelle varie commissioni, il Mercatino di Natale cittadino deve assolutamente rispecchiare le nostre eccellenze culinarie o materiali, ma sopratutto le nostre tradizioni che abbiamo il dovere di difendere contro ogni facile tentazione liberista prodotta all’estero” conclude la nota.

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