Mar. Mar 31st, 2020

Quel doppio passaporto altoatesino con doppio fine

La rubrica di PostaCerere 

Bolzano, 22 gennaio – La questione doppio passaporto Italia-Austria sembra essere temporaneamente sospesa, dato che non è incluso nel nuovo programma di governo austriaco. Non è messa nel dimenticatoio, ma semplicemente messa in un cassetto da aprire e rispolverare in base alle tornate elettorali. Ma facciamo un passo indietro per capire meglio il perché tale disputa la ritengo interessante, benché mi trovi completamente contrario. Al primo anno di università al corso di antropologia ci hanno insegnato la differenza da identità culturale e diritto, allora inteso come diritto romano, dato che è nato ed è stato codificato da Roma col suo impero e portato in tutti i territori sotto la loro egida. Questa distinzione ha permesso la consapevolezza della soggettività della persona. A noi sembra un fatto scontato, ma nel 100 a.c. di sicuro era un aspetto non comune della vita quotidiana, perché le tradizioni e gli usi tribali si dovevano adeguare allo jus. Facciamo un esempio pratico, il “matrimonio” variava in base a regione, alle tribù o alle etnie in cui si svolgeva, per cui il suo valore assumeva una diversa identità in base alle diverse culture. I romani codificarono la formula Ubi tu Gaius, ibi ego Gaia, da quel momento in poi dentro i confini di Roma, indifferentemente dall’origine etnica, la donna romana non possedeva un nome proprio, ma quello della sua gens, e al momento del matrimonio acquisiva quello della gens del marito. Si trattava quindi di una trasformazione totale della posizione nella società. Questi valori e questi comportamenti poi si sono prolungati per tutta la storia, visto che ancora oggi è la donna che acquisisce il cognome del marito. Insomma tutta questa premessa solo per ricordare ai governanti di turno, che nella loro ignoranza fingono di applicare delle norme dell’antichità, ma la realtà storica è completamente diversa. Cosa centra questo col passaporto? Semplice, è una questione di diritto. Dentro i confini di un territorio nazionale è il diritto e non l’identità culturale che ne determina la cittadinanza. La cittadinanza poi ti autorizza ad avere un certificato, passaporto, che permette di riconoscere ad un paese straniero l’identità dei suoi cittadini. La soggettività personale deve stare sotto lo jus. Per cui solo il fatto che un paese straniero possa mettere nel suo programma di governo il passaporto austriaco per dei cittadini italiani è un’aggressione all’integrità territoriale nazionale. Non un vero atto di belligeranza, ma un aggressione vera e propria alla politica interna di uno paese straniero. In passato lo avrebbero definito sabotaggio per i cittadini stranieri e tradimento per i cittadini della nazione stessa; gli autori sarebbero stati perseguiti e se dimostrati colpevoli pure condannati a morte. Insomma un affare non di poco conto, ma qui di mezzo si sono messi l’ONU e l’Unione Europea due entità sovranazionali che come unico scopo non hanno altro quello di favorire la frantumazione dei poteri politici a vantaggio esclusivo dei poteri finanziari. L’ONU si è intromesso autorizzando l’Austria come potenza tutrice, e l’Unione Europea svendendo il diritto e i confini nazionali al migliore usuraio del momento in circolazione. Quando i poteri scardinano le basi del diritto delle singole nazioni quello che va a prevalere è il potere economico e commerciale dei detentori della finanza. Non si creda che il passaporto sia un problema marginale, perché l’esempio è quello dello stato di Malta che dimostra palesemente come l’Unione Europea sia esclusivamente un luogo d’affari. Lo stato di Malta, facente parte dell’Unione Europea, vende il suo passaporto a 1milione di euro, non è una fandonia, basta verificare in internet il sito del governo maltese. Chiunque voglia avere un passaporto maltese e pure passaporto Europeo, quindi libero di circolare in tutti i 27 paesi europei non fa altro che versare 1.000.000€ nelle casse del governo maltese. Ogni anno sono circa 2000 cittadini stranieri tra oligarchi dell’ex Unione Sovietica, sceicchi mediorientali, nultimiliardari asiatici, ecc. che si pagano la cittadinanza europea/maltese. Per concludere in bellezza vi dico solo che non è solo Malta a vendere i passaporti ma ci sono altri stati dell’Unione Europea, ma lascio a voi il piacere di scoprire quali e a quale prezzo… dimenticavo, oggi sono iniziati i SALDI.

G.L. Cerere

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