Ven. Apr 10th, 2020

PostaCerere – breve analisi sul voto austriaco

The leader of Austria's People's party (OeVP) Sebastian Kurz gives a speech on stage after the first exit polls during his party's electoral evening in Vienna, Austria, on September 29, 2019. - Austria's former Chancellor Sebastian Kurz's centre-right People's Party (OeVP) took 37 percent of the vote, despite a scandal which engulfed his previous far-right allies, projections showed on September 29, 2019. (Photo by GEORG HOCHMUTH / APA / AFP) / Austria OUT

Gli scrutini per le elezioni al parlamento austriaco sono terminati. I risultati elettorali sono di facile lettura, se si leggono semplicemente in funzione dei mandati elettorali. La ÖVP ha indubbiamente rafforzato la sua leadership, i due grandi sconfitti sono la SPÖ e la FPÖ, i GRÜNE sono rientrati nel parlamento con numeri a due cifre, infine NEOS ha aumentato di due punti percentuale la sua rappresentanza. Analizzare i flussi elettorali è ancora prematuro, ma sicuramente si possono fare alcune considerazioni. La prima è che la ÖVP in termini assoluti ha perso circa 128.000 voti. Se si pensa che ha una contemporanea debacle della FPÖ la ÖVP non è riuscita ad intercettare i suoi voti, a mio avviso il primo ministro austriaco Sebastian Kurz e la ÖVP non hanno molto da rallegrarsi. Hanno uno zoccolo duro di elettori conservatori indipendentemente dal messaggio che trasmettono. Possono sbagliare, possono fare cose giuste ma l’elettorato ÖVP li continua a votare a prescindere. La sconfitta della FPÖ si può indubbiamente imputare allo scandalo Ibiza, difatti la FPÖ ha sempre avuto un elettorato volubile per cui è facile perdere o acquistare molti voti ad ogni singola tornata elettorale. La SPÖ, come tutti i partiti di sinistra europei hanno un inesorabile e lento declino se restano fuori dai giochi del potere. Non avendo più un legame ideologico col proprio elettorato ed essendo completamente scollegati dalla realtà, tanto più restano fuori dai giochi e dalla spartizione dei vari interessi economici, tanti meno voti avranno. Infine i due vincitori in termini di voti assoluti sono stati indubbiamente GRÜNE e NEOS. Dei primi possiamo dire che sicuramente l’effetto Greta ha sensibilizzato una grande parte della popolazione mondiale, di conseguenza si è trasformato in elettorato in Austria adesso, ma che in futuro si trasformerà anche in altre nazioni. Un messaggio semplice e non impegnativo, meglio un ambiente pulito e sano che uno sporco e malato senza però mai andare alla radice delle ragioni e soprattutto sempre guardando gli altri. NEOS i nuovi liberali, con un numero di iscritti inferiore a quello di CasaPound per capirci, hanno preso una piccolissima parte dei voti della FPÖ, e questo flusso ci sta proprio. Per cui parlare di cambiamento in Austria mi sembra paradossale, pesi e contrappesi sono rimasti invariati. I rapporti con l’Italia e l’Alto Adige rimarranno pressoché invariati, ma questi dipenderanno come sempre più dalla debolezza dei nostri ministri che dalla forza di uno stato di 9 milioni di abitanti. Una seconda considerazione che si può indubbiamente fare è la differenza dei votanti tra centri urbani e periferia. Nei grossi centri cittadini, sinistra e verdi hanno ottenuto un risultato soddisfacente, invece tutta la periferia si sposta sempre verso un pensiero liberal-conservatore. In Austria manca sicuramente una formazione di destra sociale che possa o riesca a far confluire i voti che fino adesso andavano alla FPÖ. Un buco rappresentativo del quale il primo politico che se ne accorgerà, farà un bottino di voti incredibile e soprattutto in modo trasversale tra periferia e città.

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