Dom. Set 22nd, 2019

Elezioni europee, che fine hanno fatto i sindacati?

Bolzano, 16 maggio – Il 26 maggio 2019 ci sono le elezioni per il parlamento europeo e fino ad oggi non ho ancora sentito un endorsement ufficiale dei sindacati. Non che mi manchi, ma ho notato un leggero cambiamento. Forse è solo una mia impressione, ma sembra proprio che in questa tornata elettorale i vertici sindacali se ne stiano in disparte. Non tutti logicamente, la tanto presunta candidatura del Segretario dell’UGL Paolo Francesco Capone da tutti aspettata nelle file della Lega, non c’è stata. Il perché non si sa, ma i maligni dicono che la conta dei voti non tornava. Sappiamo invece tutti per chi tifano i vertici degli altri sindacati, ma di certo non sappiamo come votano i loro iscritti. Utilizzare dei mezzi con il simbolo della CGIL per fare il trasloco dei Rom a Casal Bruciato, credo che come esempio fughi ogni dubbio. Se poi il furgone era in prestito, a noleggio, in comodato chi lo sa! Forse è proprio questa la vera ragione. Dato che ormai sono anni che il numero dei lavoratori iscritti al sindacato scende e i lavoratori non votano più come i vertici, forse si sono presi paura. Queste logicamente sono solo “speculazioni”, ma solo di questo possiamo parlare. Si perché se chiedessimo il numero di iscritti ai sindacati nessuno è un grado di dircelo per certo. Abbiamo solo autodichiarazioni. Non esiste nessun ente terzo che certifichi il numero assoluto di iscritti ad un sindacato. Certo abbiamo i dati INPS per i pensionati, alcuni dati di possono evincere per il pubblico impiego dalle votazioni delle diverse ARAN, ecc, ma in Italia non esiste e non lo sa nessuno quanti sono i lavoratori iscritti a tutti i sindacati divisi per categoria e per regione. Voi penserete, va beh più o meno rispecchiano le proporzioni degli iscritti pensionati censiti dall’INPS. Anche se fosse questo non è il dato reale perché i lavoratori sono un’altra cosa rispetto ai pensionati, ci sono dinamiche e sviluppi completamente diversi nel mondo del lavoro. Questo dato non è irrilevante perché la Costituzione Italiana prevede proprio all’art. 39 comma 4: “….Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.” Se ne conviene allora che questo dato debba essere certificato visto che ha pure una rilevanza costituzionale. Il Movimento 5 Stelle e la Lega sappiamo che non sono mai stati teneri con tutti i sindacati fin quando erano all’opposizione. Ora che potrebbero fare qualcosa sembra che non siano più interessati a dargli battaglia. Magari mi sbaglio ma ho la sensazione che i vertici sindacali si stiano ricollocando pian pianino nel nuovo panorama politico. Le vecchie logiche si stanno sfaldando sotto il peso degli ultimi risultati elettorali e allora si cercano nuove collocazioni politiche. “Dove men si sa, più si sospetta” diceva Macchiavelli, allora leviamo ogni sospetto. Facciamo in modo che i sindacati tornino ad essere esclusivamente associazioni di lavoratori per la loro tutela. I diritti civili sono altra cosa, i pensionati sono altro, i servizi fiscali sono altro ancora, ecc. Insomma la difesa dei lavoratori si fa entrando direttamente nel mondo del lavoro e non per via indiretta come succede adesso.

G.L. Cerere

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