Gio. Lug 18th, 2019

Europee, CasaPound lancia sfida dal Comune di Bolzano – Di Stefano: uscire dalla Ue

Bolzano, 14 maggio – Ieri 13 maggio 2019 alle ore 16:00 si è svolta la conferenza stampa del segretario nazionale di Cpi Simone Di Stefano per la presentazione della lista di CASAPOUND in Trentino Alto Adige, alle elezioni europee del 26 maggio 2019.

Presenti nella sala stampa del Comune di Bolzano di vicolo Gumer, oltre allo stesso Simone di Stefano, anche i consiglieri Comunali di Casapound Andrea Bonazza e Maurizio Puglisi Ghizzi quali candidati nella circoscrizione Nord-Est. Sala piena di giornalisti e di simpatizzanti, molti dei quali sono stati costretti a rimanere fuori data l’esigua capacità della stanza.

Di Stefano ha esordito con un concetto molto semplice che riassume il programma di Casapound, uscire dall’Unione Europea, EX-IT. Uscirne soprattutto per una questione economica. Per rilanciare l’Italial’unica soluzione è quella di riprenderci la sovranità monetaria per rimettere in circolo quel sistema virtuoso di creare lavoro, occupazione e di ridistribuire ricchezza anche a costo di creare ulteriore debito pubblico come hanno fatto Giappone e Stati Uniti d’America. Una visione completamente differente dal solito chiacchericcio dei sovranisti dell’ultima ora. Fino al 4 marzo andavano in giro con magliette e felpe con la scritta NO Euro e adesso invece si sono adeguati alle richieste di Moscovici e degli altri burocrati europei.

Una Unione Europea che dopo l’accordo di Acquisgrana è di fatto a trazione Francia-Germania, con tutti gli altri stati che fungono di volta in volta da satelliti. E anche gli amici del pseudosovranista Salvini, come Orban e i Freiheitlichen austriaci sono i primi a dirci a noi di rispettare le regole sul Deficit, quando poi sono loro stessi a non rispettarle, come ad esempio nella ridistribuzione dei migranti e nella chiusura dei confini.

Insomma uno pseudo sovranismo targato Lega e M5S che andava bene fino alle elezioni del 4 marzo, ma ora si sono tutti riconvertiti alla modifica delle istituzioni dall’interno, che odora tanto di politica gramsciana.

La modifica dei trattati è una cosa molto complicata perché richiederebbe una unanimità di tutti gli stati. L’unica soluzione perseguibile è quella di seguire il percorso che hanno fatto i britannici con la Brexit, cioè la Ex-It o italexit.

Uscire dall’Unione Europea, ma non dall’Europa sia chiaro, ma riprenderci il destino per dare una vera speranza ai nostri figli. Il problema principale è che una forza come Casapound viene boicottata da tutto il sistema informativo. Non gli viene mai data l’opportunità di esprimere le proprie argomentazioni, ma viene esclusivamente tirata in ballo come pericolo da esorcizzare senza mai dare una motivazione sui contenuti. La strumentalizzazione e la discriminazione che viene fatta contro Casapound, anche nella distribuzione di spazi pubblici in vista di questa tornata elettorale europea, è un esempio lampante, sotto gli occhi di tutti. Ogni volta vengono tirate fuori le solite argomentazioni, sull’antifascismo, sulla guerra di liberazione e su una fantomatica patente sulla quale soli tutti gli esponenti di Casapound dovrebbero giurare. Senza mai magari aver ascoltato un esponente di Casapound come l’avvocato Marco Mori che apertamente si dichiara socialista e cita Lelio Basso.

La verità è che se tutti gli esponenti politici dovessero giurare sulla costituzione, cosa alla quale tutti gli esponenti di Casapound non si tirerebbero indietro, loro si che si troverebbero in difficoltà, perché la costituzione parla anche di unità nazionale, di difesa dei confini, di tricolore, di lavoro vero e di sovranità economica soprattutto.

Con queste parole Simone Di Stefano conclude la conferenza stampa, con la speranza che dopo queste elezioni si riesca a mandare una avanguardia di eroi a Bruxelles come fece Farage molti anni addietro.

G.L. Cerere

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