Lun. Gen 20th, 2020

A Bolzano la Grande Guerra dei pacifisti che elogia i disertori 

A Bolzano la Grande Guerra dei pacifisti che elogia i disertori

Bolzano, 11 dicembre – Mercoledì 19 dicembre alle ore 17:30, all’antico Municipio di Bolzano, in via Portici 30, il Centro per la Pace organizza la conferenza “l’avventura della pace. Pacifismo e Grande Guerra”, con l’autrice Bruna Bianchi che per l’occasione presenterà il suo libro.
A moderare l’incontro sarà l’immigrazionista ex consigliere regionale della sinistra ed ex presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani, Vincenzo Passerini.

“Nel corso della Grande guerra – annuncia in nota il Centro per la Pace presieduto da Valenti – una minoranza di pacifisti riuniti in nuove organizzazioni gettarono le basi di un movimento più radicale di quello d’anteguerra. Nel descrivere o ripensare alla propria esperienza molti di loro usarono il termine «avventura» a sottolineare il coraggio, il rischio che l’impegno per la pace comportava in tempo di guerra, ma anche la consapevolezza di intraprendere un cammino che avrebbe potuto trasformare radicalmente la convivenza umana”.

L’autrice del libro, Bruna Bianchi, insegna Storia delle donne e Storia del pensiero politico e sociale contemporaneo all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Studiosa della Grande guerra, ed in particolare dell’esperienza bellica di soldati e ufficiali, si è occupata del pensiero pacifista e della deportazione della popolazione civile nel corso delle due guerre mondiali. Fa parte della rivista telematica “DEP. Deportate, esuli, profughe”.

Potrebbe essere una buona occasione per comprendere una pagina di storia non troppo nota ai più, nel centenario della Grande Guerra, ma, guardando gli organizzatori dell’evento e il mediatore politico della serata, non si può certo pensare che in qualche modo si ricordi il sacrificio estremo di chi combatté e morì nelle trincee di fango e ghiaccio, anziché disertare da raccomandato la chiamata alla liberazione d’Italia, paventando un viziato pacifismo e prendendo a calci o spuntando addosso ai soldati di ritorno dal fronte. Tutto ovviamente finanziato dai contribuenti, essendo il Centro per la Pace giocattolo ad uso e consumo della giunta comunale del sindaco Renzo Caramaschi.

Andrea Bonazza

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